Un’altra strategia per gli investimenti, o la reale privatizzazione del paese?

exit.al 9 Gusht 2016, 18:30

Nei giorni scorsi il governo Rama ha approvato su  proposta del Ministero dell’Economia un decreto con una nuova strategia per il sostegno degli investimenti che prevede il percorso nei prossimi due anni per l’approvazione (prevista  a dicembre 2018) di una nuova legge sugli investimenti che  sostituisca e integri sia la vecchia legge sulla protezione degli investimenti stranieri (in vigore dal  1993) che  la legge per gli investimenti strategici, approvata a fine 2015 e di fatto appena entrata in vigore. La stessa proposta di legge prevede di  studiare ed organizzare in capo all’AIDA un sistema efficace di ascolto delle esigenze e delle contestazioni del mondo del business.

A prima vista potrebbe sembrare che il governo non sia affatto contento del funzionamento di due  tra i suoi piu’ importanti e pubblicizzati interventi riformatori nel mondo  dell’economia: la realizzazione del KEK e del KKI per “parlare” con il business, e la legge per gli investimenti strategici (che pure in questi giorni e’ servita per dare l’uso ventennale delle spiagge ad alcuni investimenti speculativi immobiliari da parte dei soliti oligarchi albanesi nelle migliori posizioni sulla costa).

Allo stesso tempo nel decreto si parla di  potenziare l’AIDA anche  per il suo ruolo di promozione degli investimenti esteri, ruolo che l’agenzia ufficialmente svolge da anni, ma con risultati tutti da  verificare.

E tutto questo con scadenza di realizzazione prevista per subito dopo le elezioni parlamentari del 2017, che si preannunciano molto problematiche per il Partito Socialista se non dovesse confermare l’attuale coalizione di governo, quindi senza alcun reale effetto economico prevedibile in funzione della campagna elettorale.

E allora perche’ approvare questa nuova inutile strategia di sostegno degli investimenti che non ha effetti immediati?

L’unica spiegazione  possibile e’ la piu’ dolorosa, e cioe’ che  il governo  non e’ piu’, e forse non e’ mai stato interessato ad uno sviluppo di lungo termine degli investimenti, ma ha un obbligo nei confronti  della UE di allineare il quadro legale a quello europeo (in funzione delle trattative di  adesione alla UE), allineamento chiaramente non compatibile con le attuali distorte leggi in materia (legge sulle concessioni, legge sugli investimenti strategici, legge sul turismo), volute ed approvate dalla coppia  Rama – Ahmetaj nel 2015 allo scopo di portare a termine alcune grandi operazioni con i loro clientes, che infatti sono state lo strumento principale degli ultimi grandi affari sulla costa.

Adesso, con l’annunciata preparazione di una generica nuova legge, il governo guadagna  tempo con la UE, mentre l’applicazione delle leggi ancora in vigore consente (e’ nella cronaca di questi giorni) di perfezionare il saccheggio delle proprieta’ pubbliche per trasferire ai clientes del governo Rama ogni genere di proprieta’ pubblica ancora disponibile che possa avere un qualche interesse per gli oligarchi amici del governo.

Insomma, la  strategia  sugli investimenti del governo Rama e’ evidentemente quella di non avere una vera strategia pubblica di medio lungo periodo, ma solo di mantenere in vigore, almeno per qualche tempo ancora, un sistema di leggi appositamente approvate per rendere legalmente giustificabili una  serie  di  operazioni giuridico finanziarie finalizzate al trasferimento (urgente) della ricchezza pubblica ai pochi soliti amici.