Il budget nasce come uno strumento di pianificazione delle spese e di controllo di gestione delle organizzazioni economiche, e anche il budget dello Stato e’ stato inserito con lo stesso scopo, quello cioe’ di prevedere l’andamento delle entrate e delle uscite dalle casse dello stato e successivamente di verificare e controllare che l’andamento effettivo sia allineato a quello previsto, in modo da evitare difficolta’ o sorprese e soprattutto di approntare correzioni o rimedi.
Nelle aziende in generale cambiare il budget non e’ un disonore, l’importante e’ rispettarlo, cioe’ avere ragione, a fine periodo, delle previsioni fatte all’inizio e poi periodicamente corrette e adeguate alle contingenze sopravvenute. Chiudere l’anno con numeri molto diversi da quelli prima previsti e poi sistematicamente aggiornati e’ la peggiore cosa che puo’ fare un manager, perche’ dimostrerebbe di non avere il controllo della situazione.
L’aggiornamento del budget sulla base dei dati sopravvenuti e’ quindi il primo dei doveri di chi e’ preposto al controllo e alla direzione della finanza aziendale.
Nel caso dello Stato questo compito tocca al Ministero delle Finanze, che dispone dei numeri dell’andamento fiscale e adegua il piano delle spese, o il livello di tassazione, all’andamento finora rilevato, in modo da avere sempre la liquidita’ necessaria per onorare gli impegni e per chiudere il bilancio a fine anno nel modo previsto. Nella preparazione del budget, le scelte sono orientate a ottenere dei risultati di politica economica che garantiscano la stabilita’ finanziaria (e quindi politica) e una crescita accettabile dell’economia in modo da soddisfare al meglio le aspettative del paese (e, ancora una volta, per avere stabilita’ politica).
Poi a complicare le cose sono arrivati gli esami internazionali da organismi come la UE, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, ecc, ognuno interessato a verificare esattezza, fondatezza e stabilita’ delle previsioni, per poter decidere se aiutare o meno; e insieme alle trojke sono arrivati i ministri delle finanze “creativi”, filone politico-economico inaugurato da Giulio Tremonti e ben rappresentato anche da Yanis Varoufakis, quelli cioe’ che hanno creato “colpi di scena” con provvedimenti sorprendenti, per rientrare in qualche modo nei parametri fissati dai “controllori” delle varie “trojke”, spesso usando documenti di programmazione pluriennali (budget a tre anni) per dimostrare (sulla base di previsioni sempre piu’ discutibili) che il peggioramento a breve del budget da loro presentato avrebbe portato nel breve periodo dei risultati eccellenti. In altre parole: ti dimostro che domani riduco il debito complessivo grazie alla crescita che produrro’ con il maggiore debito di oggi.
I risultati ottenuti da questi “creativi” non sono stati cosi’ incoraggianti e infatti le loro carriere politiche sembrano finite per sempre.
Ma oggi arriva In Albania un nuovo sistema: il “mezzo budget” in cui la funzione primaria e originaria del budget (il controllo dell’andamento di entrate e uscite) viene completamente rimossa e ignorata almeno per la parte delle entrate (pur di non ammettere che ci sono difficolta’ nella raccolta), l’aspetto poliennale semplicemente omesso grazie al fatto che e’ un atto di revisione, mentre si modificano solo pochi numeri delle spese, giusto per avere argomenti politici da usare in conferenza stampa. Poi si fa’ una grande confusione tra previsioni e realta’ (.. tanto, chi ci capisce?), e cosi’ si arriva a sostenere che abbiamo “ridotto il debito” e “ottimizzato le spese”.
Ma per il debito abbiamo ridotto solo le previsioni (e intanto il debito cresce parecchio) mentre le spese sia correnti che di investimento le abbiamo ottimizzate solo riducendole (perche’ abbiamo le casse vuote).
Il “mezzo budget” ha quindi solo funzioni propagandistiche, come ahime’ tutte le azioni economiche di questo governo, giusto per mostrare che il governo fa’ qualcosa, dice qualcosa, se ne occupa.
E facile prevedere che anche i sostenitori del “mezzo budget”, come i “mezzi ministri” e i “mezzi politici”, scompariranno presto dai radar.
