Una strage di turisti

exit.al 12 Gusht 2016, 10:31

Il Ministro della Sanita’, in visita domenicale al Centro Sanitario Stagionale di Himara, con i soliti toni propagandistici governativi ci fa sapere che dalla fine di giugno sono stati aperti 25 centri sanitari per assistere i visitatori nelle localita’ di maggiore afflusso turistico, come Himara, Kalaja di Doda, Kelmendi e Prespa. In un mese o poco piu’ in questi Centri  Sanitari Stagionali sono state curate circa 24.000 persone, principalmente per gastroenteriti e infezioni diverse.

Non sappiamo quanti turisti siano venuti in Albania in questo periodo, ma estrapolando i dati degli anni scorsi possiamo pensare che ne siano arrivati al massimo 200.000, di cui quasi il 10% e’ rimasto intossicato o infettato da qualcosa.

Contemporaneamente leggiamo  di un turista russo dilaniato dalle eliche  di un motoscafo guidato da un irresponsabile, o di intere famiglie di turisti kosovari rimaste uccise in incidenti stradali, per finire con quattro giovani provenienti dall’Italia che nella loro prima sera di vacanza in Albania sono affogati in un canale a causa  di un incidente stradale sicuramente evitabile con maggiore segnaletica e protezioni. E ricordiamo anche la storia  dei due  turisti cechi uccisi per rapina, mentre sui traghetti dall’Italia si registra una furibonda lite a coltello tra gruppi di diverse provenienze, ma in mezzo a molte famiglie in viaggio per vacanze in Albania.

Non si registrano invece dalla stampa le decine di discussioni e di minacce, di piccole e grandi truffe, di piccole e grandi violenze che ogni sera avvengono nei ristoranti e negli alberghi e nelle discoteche della costa a danno  di turisti stranieri, ma i racconti degli amici di ritorno dalla costa ionica  ci bastano per capire come questi fatti non siano solo possibili o probabili, ma purtroppo molto frequenti.

Il Ministro di Rilindja annuncia le straordinarie prestazioni dei Centri Sanitari Stagionali, ma questo grande numero di assistiti, o sono in realta’ popolazione residente (quindi male servita durante il resto dell’anno quando il centro e’ chiuso), e quindi il Ministro mente per fare propaganda, o sono troppi, decisamente troppi, e il Ministro insieme a tutto il Governo dovrebbe occuparsi delle cause, non solo pubblicizzare i rimedi, altro che parlare a vanvera di priorita’ dello sviluppo del turismo!

Giusto per dare un termine di paragone con vere destinazioni riconosciute del turismo mondiale, in Thailandia (che e’ considerata la seconda  destinazione piu’ pericolosa per il turismo americano ed inglese) i  turisti morti di morte violenta sono mediamente 0,4 ogni 100.000 turisti, alle isole Hawai 0,6 ogni 100.000 turisti ma la grandissima parte sono affogati, principalmente durante il surf (il che comporta maggiori rischi), mantre in una specifica  regione della Croazia uno studio su 10 anni ha  fissato il tasso medio delle morti violente (intenzionali o meno, inclusi gli affogati, i suicidi e i morti stradali) di cittadini stranieri in 0,75 ogni 100.000 presenze.

Ma solo nell’ultimo mese in Albania abbiamo avuto 10 morti tra i turisti stranieri, (anche volendo generosamente contare a circa 500.000 le presenze straniere nel periodo) il nostro tasso della mortalita’ violenta per i turisti e’ comunque superiore a 2, cioe’ quasi il triplo della Croazia, o cinque volte quello della Thailandia.

C’e’ quindi il fondato sospetto che l’Albania sia complessivamente troppo pericolosa per i turisti, che infatti in poco piu’ di un mese ne registriamo almeno 17.000 ammalati, e oltre 10 deceduti in varie situazioni.

Poi ci sono anche i feriti, gli offesi, gli indignati o semplicemente gli spaventati.

Se il turismo  e’ veramente una priorita’ per le strategie di questo governo, allora e’ necessario abbandonare gli show propagandistici e cominciare a dedicarsi al funzionamento dei servizi e dei controlli. E bisognera’ farlo seriamente, o nel giro di poco tempo non riusciremo piu’ ad ingannare nessuno.