Primarie all’albanese e maggioranza bulgara

exit.al 12 Prill 2016, 20:44

Nel periodo immediatamente successivo al crollo del Muro di Berlino il Partito Comunista Italiano, rimasto orfano dell’Internazionale Comunista inizio’ la sua trasformazione in qualcosa di meno demode’ e in uno dei congressi appositamente convocati la linea “riformatrice in chiave democratica” vinse il congresso con una maggioranza del 99%. Immediatamente il leader socialista Bettino Craxi, da sempre feroce oppositore del Partico Comunista, ironizzo’ la “svolta democratica” definendo il voto del congresso comunista “una maggioranza bulgara”, facendo riferimento ai risultati plebiscitari dei congressi del Partito Comunista Bulgaro, fino ad allora il piu’ fedele alleato dell’URSS.

La battuta, supportata dall’autorevolezza dell’autore, ripetuta di bocca in bocca da tutti coloro che erano sempre stati anticomunisti, segno’ una profonda ferita nella credibilita’ dei “comunisti democratici” e rimase nel lessico politico italiano: da allora l’aggettivo “bulgaro” nell’uso corrente della lingua italiana ha una accezione profondamente negativa, di cosa grande ma farsesca, assurda, bigotta, esageratamente falsa, eccessivamente ipocrita.

Nemmeno l’elezione a Primo Ministro dell’ex Re, Simone di Bulgaria, cresciuto ed ben educato in Italia, moderato e sinceramente democratico, fortemente amico dell’Italia, e’ riuscita a cancellare tale significato negativo nella percezione degli italiani, con buona pace dell’incolpevole popolo bulgaro.

Similmente, nei giorni scorsi la deputata socialista francese Aurelie Filippetti, ex-Ministro della Cultura e moglie del famosissimo economista Thomas Piketty, in polemica con il Presidente Hollande, ha definito le primarie per scegliere il nuovo segretario politico del Partito Socialista Francese volute da Hollande con un solo candidato, “primarie all’albanese”, ironizzando su quanto appena successo nel Partito Socialista Albanese.

Forse Aurelie Filippetti non ha lo stesso carisma di Bettino Craxi, ma comunque e’ stata ministro, e della Cultura, e lo stesso marito, economista teorico della cancellazione del debito, le garantisce una grande visibilita’ ed influenza, e quindi questa battuta sulle risibili concezioni democratiche che accomunano Rama con Hollande rischia di scolpire nella testa dei francesi, che sono pur sempre i figli della Rivoluzione, un luogo comune negativo nei confronti dell’Albania che occorreranno molti anni per riuscire a rimuoverlo.

Ma l’aspetto sinceramente paradossale e’ che a Tirana si sostiene che il “Modello Francese” e’ la fonte e l’ispirazione costante del Primo Ministro Rama, dall’urbanistica del “piano francese” alla cultura dei musei nei bunker passando per l’acquisto degli elicotteri, e quella fornita dall’ex Ministro della Cultura francese e’ la risposta chiarissima di quanta poca considerazione i francesi abbiano per il loro imitatore fraudolento.