I numeri da paura dell’Azienda Albania

exit.al 4 Prill 2016, 11:15

Come ogni anno in questa stagione si pubblicano i numeri dell’economia dell’anno precedente, e questa e’ la sintesi:

  • Crescita debito estero 2015 di 700 milioni di euro;

  • Investimenti stranieri 2015 per poco meno di 900 milioni di euro in crescita sul 2014, ma con quali prospettive nel 2016?

  • Rimesse 2015 per circa 600 milioni di euro stabili;

  • Deficit commerciale 2015 di 2,2 miliardi di euro in crescita;

  • Import 2015 per circa 4 miliardi di euro, sostanzialmente stabile;

  • Export 2015 per circa 1,8 miliardi di euro, in forte calo con previsioni di ulteriore forte calo;

  • Stock del debito estero a fine 2015 per circa 7,6 miliardi di euro;

  • Stock dei depositi bancari a fine 2015 di circa 7,6 miliardi di euro.

 

Tradotto in termini semplici questo significa:

In un anno abbiamo usato 2,2 miliardi di merci in piu’ di quello che abbiamo esportato e le abbiamo pagate con le poche rimesse che ancora arrivano (600 milioni), con gli investimenti stranieri (900 milioni) e per il resto facendo debiti con l’estero (700 milioni).

Questo trend dura da anni, in modo stabile nelle proporzioni dei numeri.

Siamo arrivati in una situazione finanziaria in cui il debito estero dell’azienda Albania (stato 43%, banche 18% e privati 22%) e’ uguale a tutti i depositi (principalmente dei privati) che stanno nelle banche albanesi, cioe’ se dovessimo pagare tutti i debiti non ci resterebbe piu’ un lek in banca, ma in realta’ dei 7,6 miliardi di depositi piu’ della meta’ sono gia’ impegnati come crediti concessi all’economia albanese, e di cui circa un quarto sono inesigibili.

Al di la’ delle altisonanti previsioni del governo, il trend di esportazioni e debito dovrebbe continuare, se non peggiorare, anche nel 2016, in particolare se lo stato intendera’ intervenire finanziariamente a salvare le principali aziende debitrici dalla bancarotta annunciata, e solo il grande interrogativo sulla reale quantita’ degli investimenti stranieri impedisce di parlare di default.

Gli investimenti esteri reali sono una cosa assai difficile da misurare e ancora piu’ difficile da stimare come previsioni, e solo i  grandi progetti poliennali come Hidro Power Devolli o il TAP consentono di avere una qualche previsione, ma anche questi grandi investimenti stanno per essere terminati e all’orizzonte non si vede nient’altro, se non improbabili chiacchiere di grandi concessioni che  richiedono anni per la cantierizzazione, e quindi per l’arrivo dei primi investimenti.

Insomma il governo Rama si e’ mangiato quello che aveva cucinato Berisha, ma non ha messo nient’altro nel forno; e adesso che mangiamo?