Offshore, tasse, tangenti e ipocrisia

exit.al 6 Prill 2016, 14:23

Una colossale macchina mediatica si e’ messa in moto in tutto il mondo sul tema “Panama Papers”, con promesse di rivelazioni di grandi scandali finanziari, di nomi di “cattivi” che facendo i loro business tramite societa’ di Panama evitano di pagare le tasse nel loro paese, lasciando il popolo alla fame.

Tutti i governi europei cercano di usare questo tema per sviare l’attenzione dalle loro difficolta’ interne e per avere un mostro da additare all’opinione pubblica come se fosse il responsabile di ogni problema.

Anche qui non siamo da meno e il governo Rama, avendo avuto (ahime’, dalla stampa) il nome di un businessman gia’ al servizio del governo Berisha che sarebbe coinvolto nello scandalo delle Panama Papers, per di piu’ per via della concessione (molto discussa) per la marcatura dei carburanti, subito scaglia la stampa amica contro l’opposizione e contro la societa Global Fluids International, e la Procura Generale inizia a controllare viaggi e trasferte bancarie, aprendo dossier senza motivo, come se avessero commesso chissa’ quale crimine.

Che la societa’ proprietaria della concessionaria per la marcatura dei carburanti fosse registrata a Panama e’ una cosa che puo’ facilmente essere scoperta guardando il QKR, quindi questo non dovrebbe essere un reato, e se anche lo fosse non serviva il Financial Times per scoprirlo.

Immediatamente il Ministro della Giustizia Manjani scopre l’acqua calda, copiando come al solito la normativa di un altro paese, e propone di imporre ai concessionari di dichiarare chi e’ il reale beneficiario delle societa’ che firmano contratti di appalti e concessioni con lo stato, comunicando che per questo e’ gia’ attivo un gruppo di lavoro che si consultera’ con il Ministro delle Finanze.

Quello che Manjani e Ahmetaj ignorano, o fanno finta di ignorare, e’ che tutta questa materia e’ molto piu’ alla luce del sole di quanto loro credano, moltissime societa’ concessionarie sono controllate da societa’ “offshore” registrate in paesi che non scambiano informazioni fiscali e societarie con l’Albania, perche’ sia il governo Berisha che il governo Rama non lo hanno mai voluto, per tutelare i propri riciclatori.

E infatti l’Albania non ha mai messo nemmeno dei limiti all’utilizzo delle societa’ offshore nei contratti con il governo, come non si e’ mai data da fare per adempiere efficacemente a sua volta alle normative internazionali antiriciclaggio.

Oggi sotto gli occhi di tutti ci sono la Global Fluids International e Ilir Muleti, a cui Berisha ha dato la concessione per la marcatura dei carburanti, ma con poco sforzo si possono trovare moltissimi altri esempi di costruzioni societarie che sembrano fatte apposta per nascondere i reali beneficiari delle concessioni, ne citiamo solo alcuni:

  • A fine settembre 2015 il Ministro dei Trasporti Haxhinasto ha firmato una concessione di 35 anni per la costruzione di un porto turistico a Durazzo ad un raggruppamento di societa’ estere di cui una registrata nelle isole Seycelles, altro paese poco trasparente come Panama.
  • Sempre nel 2015 il Ministero dei Trasporti ha firmato la concessione per il porto petrolifero in acque profonde a Porto Romano alla societa’ “Shoqeria konçesionare Porti MBM” di cui il 97% delle quote appartiene ad una opacissima societa’ di Singapore, altro paradiso fiscale.
  • Anche la multimilionaria concessione della sterilizzazione firmata dal Ministro della Sanita’ Beqaj ha tra i beneficiari un costruttore albanese residente in Italia (presentato da Rama come un eroe) ma che partecipa alla societa’ concessionaria tramite una societa’ registrata in Kosovo, evidentemente per pagare meno tasse che in Albania o in Italia, e anche questo e’ un caso di “offshore” fiscale. E anche in questo caso la societa’ kosovara potra’ con i suoi dividendi, pagare fatture di consulenza a qualche soggetto terzo senza che in Albania si possa sapere.
  • La societa’ che ha comperato dalla Kurum Holding A.S. (turca) le quote della Kurum Durres Shipping sh.p.k. (societa’ proprietaria del cantiere navale di Durazzo) e’ registrata in Delaware, noto paradiso fiscale americano.
  • La societa’ S.E.R.E. sh.p.k., che ha ottenuto dal governo Rama la licenza edilizia per il contestato palazzo di 13 piani in rruga Elbasan all’ingresso del Parco, e’ controllata da una societa’ di Singapore, di cui si dice che dietro ci sia il noto Samir Mane.

Invece di fare tanto gli scandalizzati, politici e funzionari albanesi dovrebbero comprendere che un’epoca e’ finita, sia per i paradisi fiscali internazionali, che per i loro utenti provenienti da tutto il mondo, e che un paese serio deve fare la sua parte, sia attiva che passiva, per limitare questi fenomeni che sono il principale strumento di difesa della criminalita’ organizzata e di quella politica.