Pochi giorni orsono dalla Francia alla Cina, passando per l’Italia e per Panama, molti media hanno raccontato la storia di Luiza Gega, un’atleta albanese di 27 anni, qualificata per le Olimpiadi di Rio del prossimo mese per partecipare alla gara dei 3.000 siepi, e della sua desolante situazione di non avere piu’, proprio alla vigilia dei giochi olimpici, una pista su cui allenarsi. Ieri Luiza Gega si e’ classificata seconda nella stessa gara dei 3.000 siepi nel Campionato Europeo di Atletica Leggera ad Amsterdam, e torna a casa con la prima medaglia d’argento per l’Albania in un Campionato Europeo di Atletica.
La notizia delle sue difficolta’ di allenamento deriva invece dalla demolizione, avvenuta in questi giorni, dello stadio Qemal Stafa, l’unico della capitale ad avere una pista di atletica, cosa che priva uno dei cinque albanesi in partenza per le olimpiadi di Rio de Janeiro della possibilita’ di rifinire la propria preparazione in una condizione tecnicamente accettabile.
La cosa che colpisce tutti i commentatori delle varie nazioni e’ che l’Albania, paese piuttosto povero, abbia deciso di demolire l’unica pista di atletica della capitale per costruire un nuovo stadio solo per il calcio.
Taulant Stermasi, l’ allenatore di Luiza, per consentirle di continuare gli allenamenti si e’ dovuto portare l’ostacolo a Korca, dove esiste una pista di atletica, e ha dovuto personalmente riparare la fossa che perdeva l’acqua.
Ma Luiza preferisce rimanere a Tirana e si allena nel Parco del Lago, in mezzo a tutti i suoi concittadini che vanno a fare un po’ di jogging.
L’allenatore riferisce amareggiato che Luiza, con un allenamento qualitativo che in Albania non riesce a fare, potrebbe conquistare la prima medaglia olimpica albanese, ma il budget governativo per lo sport in Albania e’ assai scarso e Luiza non puo’ andare ad allenarsi all’estero, anche se con poche migliaia di euro avrebbe potuto recarsi in Kenia o in Francia.
Invece per aver segnato un gol alla Romania nell’ultima partita del primo turno degli Europei di Calcio, il governo ha promesso ai giocatori della nazionale, tutti professionisti ben pagati di vari campionati europei, un premio di un milione di euro.
Luiza, che ha capito tutto, commenta sconsolata: “il calcio e’ migliore per le pubbliche relazioni”.
