Nei giorni scorsi la stampa economica albanese ha ripreso varie dichiarazioni di governanti albanesi sul miglioramento del clima del business, al mattino annunciato come un compito del governo e a sera annunciato come se fosse gia’ conseguito, ma la realta’ ormai sfugge al controllo politico e si mostra in tutta la sua amarezza, incurante delle dichiarazioni propagandistiche.
La pressione del FMN per tenere alto il livello di raccolta fiscale (non per crudelta’, ma per rispettare il budget e le sue previsioni sul debito pubblico) stanno provocando una certa isteria negli uffici di tasse e dogane, che hanno aumentato il ricorso a multe poco o per nulla giustificate pur di aumentare gli incassi.
Il caso che descriviamo e’ del tutto inaccettabile, in quanto vengono multate le aziende per non aver rispettato un termine di tempo per una dichiarazione (di fatto quasi inutile) pur avendo poi regolarmente pagato la tassa oggetto di tale dichiarazione.
Monitor ha pubblicato la notizia che nel distretto di Scutari l’ufficio delle tasse ha multato di 10.000 lek tutte le nuove aziende registrate nel 2015 e nel 2016 per non aver dichiarato in tempo utile (entro pochi giorni dal rilascio del NIPT) i contributi dell’amministratore. Questa cosa in realta’ e’ avvenuta anche a Tirana e in tutti gli altri distretti.
Vari operatori hanno osservato che in molti casi era impossibile fare tale dichiarazione in tempo utile, in quanto doveva essere fatta per via telematica ma l’ufficio tasse non e’ mai stato in grado di aprire la pagina internet destinata ad ogni azienda (il cosiddetto “cassetto fiscale”) prima che decorressero i termini per la dichiarazione dell’amministratore.
Le multe sono state emesse in massa grazie alla procedura elettronica, e sono state emesse anche se le tasse sono state poi pagate regolarmente a decorrere non dal giorno della comunicazione, ma dal giorno della registrazione dell’azienda. In sintesi viene applicata la norma per la registrazione dei dipendenti che ovviamente e’ stata pensata e scritta per evitare che le aziende potessero far lavorare la gente senza assicurarla, e quindi per consentire agli uffici dello stato di fare efficaci controlli fisici per individuare i lavoratori non assicurati.
Ma il punto ridicolo dell’attuale situazione e’ che qualsiasi azienda venga registrata ha necessariamente almeno un amministratore (che per essere tale deve essere registrato al QKR) e il suo incarico evidentemente decorre dal giorno di registrazione dell’azienda, quindi la possibilita’ di evadere la tassa (in questo caso anche le assicurazioni sociali) e’ assolutamente nulla.
Se poi consideriamo che l’incapacita’ dei sistemi informatici avrebbe reso quasi sempre impossibile l’adempimento della prima dichiarazione nei ristretti tempi previsti, e che il ritardo contestato non ha ridotto in alcun modo gli incassi del fisco, allora si comprende quanto terroristica e ingiusta sia l’applicazione di una multa in questo specifico caso.
Giusto per comprendere la dimensione del fenomeno, solo nel 2015 in tutta l’Albania sono state registrate al QKR circa 56.000 nuove aziende di cui circa 19.000 agricoltori e 35.000 altre persone fisiche: l’applicazione della multa a tutti questi soggetti porterebbe ad un maggiore incasso fiscale di circa 4 milioni di euro, a cui si dovrebbe aggiungere la quota delle nuove aziende registrate nel 2016: quasi nulla rispetto al budget, ma con un costo sociale e politio molto alto.
Una perversa procedura di appello e il piccolo ammontare della multa finiranno per scoraggiare ogni genere di ricorso, e questi incassi saranno effettivi, ma lo stesso non accadra’ con molti altri grandi contenziosi doganali, anche questi del tutto ingiustificabili da un punto di vista giuridico, per i quali molti grandi business si sono appellati al tribunale amministrativo.
In molti di questi casi il Ministero delle Finanze con ogni probabilita’ sara’ condannato a restituire le multe incassate e pagare sia le spese legali che i danni arrecati alle aziende (che spesso sono state sottoposte anche a blocchi delle importazioni), e il risultato finale sara’ ancor piu’ negativo per le finanze pubbliche, ma pare che al Ministero delle Finanze importi solo di incassare, in qualche modo, e di scrivere statistiche fiscali rassicuranti per gli osservatori internazionali, poi si vedra’.
Ma la vita quotidiana del business in questo modo viene aggravata da una serie di incertezze e di arrabbiature (e anche di costi), e il senso di avere a che fare con uno stato che, al solo scopo di raccogliere soldi in qualche modo, ti imbroglia malamente, scoraggia ogni giorno di piu’ il mondo del business.
Altro che miglioramento del clima….
