Il Dipartimento di Giustizia americano ha reso noto tramite un suo comunicato stampa che Bilal Shehu, un cittadino americano di origine albanese di 48 anni, si e’ dichiarato colpevole, sulla base delle sue stesse ammissioni, per aver violato la legge sui finanziamenti delle campagne elettorali presidenziali negli Stati Uniti, legge che impedisce ai cittadini stranieri di dare contributi alle campagne dei vari candidati.
L’imputato ha ricevuto sul proprio conto bancario un trasferimento da 80.000 dollari proveniente da una persona straniera, ben sapendo che provenivano da una fonte estera, e li ha usati per fare la donazione proibita.
L’imputato ha ammesso di essersi recato nell’Ottobre 2012 a S.Francisco e di aver tentato di entrare in un evento di raccolta fondi elettorali del Partito Democratico in compagnia di un cittadino straniero, ma che a questi non e’ stato consentito l’ingresso, ma gli e’ stato invece consentito di fare una foto insieme al Presidente Obama.
Lo staff della raccolta fondi non e’ stato indagato, anzi ha collaborato pienamente alle indagini dell’FBI.
La sentenza, per la quale non si prevede nessuna sorpresa essendo l’imputato reo confesso, e’ prevista per il 5 ottobre 2016.
La notizia non e’ nuova, essendo stata gia’ divulgata da fonti democratiche albanesi durante la campagna elettorale del 2013, ma non era stata pubblicata nessuna prova.
Tradotta dal linguaggio giuridico e calata nella realta’ dei fatti, la storia e’ la seguente.
Non avendo Edi Rama, all’epoca dei fatti, alcun contatto all’interno dell’amministrazione americana, e nemmeno con una societa’ di lobbisti, ha provveduto ad attivare canali informali di amici e conoscenti per riuscire a fare una foto con il presidente Obama, indispensabile per accreditarsi come leader internazionalmente riconosciuto, e questo canale, alquanto sprovveduto, ha pagato una grossa cifra per partecipare ad una cena elettorale, di quelle dove i ricchi americani pagano decine di migliaia di dollari per poter partecipare, probabilmente senza nemmeno sapere che la legge americana non consente agli stranieri di finanziare le campagne elettorali presidenziali.
I responsabili del comitato elettorale di Obama, evidentemente meno sprovveduti, hanno impedito a Bilal Shehu e a Edi Rama di partecipare alla cena, ma hanno acconsentito di fargli fare una foto con il Presidente. Poi, per evitare grane per se e per il presidente, devono aver provveduto a denunciare la sospetta violazione della legge, essendo il pagamento pervenuto loro da un conto bancario di un cittadino americano ma incapiente. L’FBI, che evidentemente non si occupa solo della riforma della Procura albanese, ha fatto le dovute indagini e ha scoperto che i fondi usati per pagare il contributo erano arrivati dall’estero, e qui e’ scattata la giustizia. Lo Shehu, che risulta esercitare la professione di autista nello stato del New Jersey, ha evidentemente ritenuto di collaborare per usufruire di un miglior trattamento ed ha ammesso quello che non poteva negare, cioe’ che i soldi arrivavano da Rama (o da qualcuno a lui vicino) allo scopo di poter dimostrare ai media albanesi nell’imminente campagna elettorale albanese che Rama aveva contatti con il presidente Obama.
Quello che sarebbe interessante sapere e’ l’origine di quegli 80.000 dollari, che non trovano alcun riscontro nelle varie dichiarazioni patrimoniali di Rama e che quindi all’epoca Rama non avrebbe potuto avere legalmente, e che quindi potrebbero essere frutto di attivita’ illegali o perlomeno frutto di evasione fiscale.
L’altra domanda che sorge spontanea e’ quanti fondi neri servano nelle piccole schermaglie dei politici albanesi, sempre alla ricerca di una photo opportunity per accreditarsi in patria come personaggi di livello internazionale, e quanto la macchina della corruzione sia di fatto indispensabile per alimentare questo tipo di politica.
Ma l’insegnamento che si puo’ trarre da questa storia e’ un altro: siccome non risulta che i soldi siano stati rifiutati o restituiti dal comitato elettorale di Obama (e infatti hanno acconsentito alla foto), appare evidente come il sistema americano si fotta i soldi di tutti questi candidati a essere dittatori delle Repubbliche delle Banane (o anche solo delle Palme), salvo poi denunciarli alle proprie autorita’ per essere in regola con la legge, e comunque senza mai prendersi una responsabilita’ politica.
Ma i veri sciocchi, e non solo in Albania, sono quelli che vedono una foto con un Presidente americano e pensano che significhi qualcosa.
