La storia del Parco Giochi della discordia

exit.al 1 Qershor 2016, 11:41

Il primo giugno, tra molte fanfare, viene inaugurato il Parco Giochi nel Parco del Lago, che molto ha fatto discutere e parlare  negli ultimi due mesi.

Svariate migliaia di metri quadrati di cemento, pudicamente rivestiti di erba sintetica (cioe’ di plastica) hanno alterato irreparabilmente la zona piu’ vicina e fruibile del Parco del Lago, aggiungendo qualche attrazione per i bambini, ma trasformando quella zona piu’ in una “piazza alberata” ad alta intensita’ di popolazione, che in un “parco attrezzato”.

Si tratta di una scelta che puo’ essere discussa da un punto di vista urbanistico, da un punto di vista ambientale e infine da un punto di vista sociale, ma la discussione, che avrebbe dovuto coinvolgere la cittadinanza perlomeno tramite la sua rappresentanza negli organi eletti, non e’ avvenuta affatto, e le stesse procedure seguite per l’esecuzione del progetto hanno scatenato molte polemiche, arrivando a coinvolgere la Presidenza della Repubblica.

Riepiloghiamo sommariamente la storia per i piu’ distratti.

L’evidenza pubblica della storia comincia a febbraio, quando un gruppo di poche decine di cittadini attivisti indice una manifestazione per protestare contro la recinzione del cantiere, recinzione che rinchiude quasi due ettari di parco. Nella protesta i cittadini cercano di svellere la recinzione dicendo che e’ abusiva, perche’ non esiste una licenza edilizia per tale cantiere. E un poliziotto viene filmato mentre tira un ceffone ad una signora di una certa eta’ che protestava per gli insulti che lo stesso poliziotto le stava rivolgendo.

Ma nella manifestazione successiva un poliziotto della polizia municipale si finge ferito e Veliaj organizza subito un evento stampa in ospedale per sottolineare che  i cattivi protestanti se la prendono con i veri eroi della polizia: la stampa lo sbugiardera’ rivelando che il poliziotto ha  precedenti penali e con filmati che dimostrano che si e’ lasciato cadere a terra senza aver ricevuto alcun colpo.

La polemica monta subito e nei talk show televisivi vari addetti del Municipio cominciano a fornire informazioni contraddittorie sul progetto e sullo stato della procedura autorizzativa, escono documenti fino  a quel momento ignoti ai cittadini e anche all’opposizione, progetti di nuovi ristoranti presto spariti, piani di sviluppo del Parco  non consultabili in alcun sito ufficiale, e altro ancora. Sindaco e Primo Ministro cominciano a criminalizzare la protesta dividendo il mondo tra i “buoni” che vogliono fare e i “cattivi” che vogliono bloccare, in un crescendo isterico che rende evidente a tutti  che il Sindaco Veliaj ha ignorato ogni procedura prevista dalla legge pur di fare, e fare presto.

E Veliaj cerca di rimediare, almeno verso le istanze ambientaliste, promettendo che se venisse tagliata una sola pianta si dimetterebbe istantaneamente; ma le foto di camion carichi di rami e tronchi tagliati, pubblicate poche settimane dopo, non lo scomporranno minimamente.

Alla fine esce una licenza, ma e’ una licenza postuma, rilasciata in una data in cui non vi e’ stata alcuna riunione del KKT, in cui mancano le firme  di tutti i ministri non socialisti, tra cui quella del Ministro dell’Ambiente e l’attenzione cade sulla mancanza di un permesso o di una valutazione ambientale dell’iniziativa, cosa che solo dopo parecchi giorni verra’ “tamponata” da una dubbia dichiarazione di un funzionario di basso livello del Ministero che sostiene che per quel tipo di intervento non e’ necessario alcun tipo di autorizzazione ambientale.

Ad un certo punto nella protesta entra in forze il PD, aumentando il livello dello scontro, che a quel punto diventa fisico, e uno dei deputati del PD viene fotografato mentre spintona un poliziotto, e nella foto si  vede che ha una pistola infilata nella cintura dei pantaloni. Immediatamente il dibattito si sposta sulla sua pistola, che non sarebbe autorizzata. Il PD non partecipera’ piu’ alla protesta, ma sia il Sindaco che il PS ne approfittano per riprendere ed aumentare la criminalizzazione dell’opposizione al progetto, ma ancora non e’ possibile trovare in nessun sito ufficiale i documenti.

Centinaia di poliziotti presidiano il parco notte e giorno, e un piccolo gruppo di manifestanti si accampa nel parco a contare le betoniere che continuano a scaricare centinaia di metri cubi di calcestruzzo. La loro militanza viene premiata dal Presidente della Repubblica, che li riceve, ascolta le loro ragioni, e infine si reca a visitare il cantiere, rilasciando una dichiarazione di sostegno alla protesta, sia  per la palese illegalita’ della procedura che per la scelta tecnica di cementare il Parco. La reazione del sindaco Veliaj e’ addirittura veemente, con una serie di dichiarazioni apertamente offensive e delegittimanti sia il ruolo istituzionale che la persona del Presidente.

Nel frattempo, sotto la vigile scorta della polizia il  cantiere  procede, e la posa di uno strato di erba  sintetica, avvenuto nei giorni scorsi, sembra voler coprire ipocritamente la colata di cemento cosi’ poco gradita a  tanti attivisti.