Tra tante notizie di albanesi che fuggono, come Kelmend Balili fuggito alla Polizia di Saranda, o come Arben Frroku recentemente ripreso dalla Polizia in Olanda, o come i tantissimi fuggiti in Germania o in Olanda in cerca d’asilo, finalmente abbiamo una notizia di un albanese che non scappa dalla polizia o dalla disperazione.
Ieri sulle strade della bassa Lombardia l’albanese Eugert Zhupa e’ fuggito per oltre 180 chilometri, inseguito per ore da oltre 150 colleghi. E’ stato ripreso a pochi chilometri dalla meta e non ha potuto festeggiare il successo del suo tentativo, ma ci riprovera’ senz’altro.
Eugert, figlio di un emigrante albanese che negli anni ‘90 e’ arrivato a Scandiano (Reggio Emilia) da Rrogozhina, e’ cresciuto in Italia ed ha trovato la sua passione e la sua professione in uno sport faticoso e massacrante come il ciclismo.
E’ stato, lo scorso anno, il primo albanese a correre il Giro d’Italia, come ciclista professionista.
E ieri in una tappa del suo secondo Giro, ha tentato l’impresa, fuggendo dal gruppo subito dopo il via, in una lunga furiosa pedalata insieme ad altri due colleghi, cercando invano di raggiungere per primo il traguardo di tappa a Cassano d’Adda.
Era gia’ successo l’anno scorso, Eugert in fuga per molti chilometri, poi ripreso a soli tre chilometri dall’arrivo, ingoiato dal gruppo e infine ignorato dalle classifiche.
Anche questa volta e’ andata male, e anche questa volta Eugert non entra in nessuna classifica ufficiale, ma entra nella nostra classifica del cuore: ci piace sapere che talvolta c’e’ un albanese davanti agli altri, che non sta scappando dalla legge o dalla mancanza di speranza, ma che con sacrificio, fatica e spirito di competizione cerca solo di arrivare primo in una gara sportiva, anche per poter dedicare la vittoria ai suoi genitori che lo seguono in ogni corsa.
Non importa se ieri la sua fuga non e’ arrivata fino al traguardo, Eugert continua a pedalare verso la vittoria.
