Parlando all’Assemblea Parlamentare della Nato il Primo Ministro Edi Rama ha ricordato che l’iniziativa e’ stata voluta da Pandeli Majko, e che adesso a Majko resta ancora un sogno da realizzare: una base Nato in Albania.
Non e’ chiaro se Rama volesse fare solo una battuta per ingraziarsi Majko, o se volesse lanciare un tema di discussione per distrarre l’attenzione dai temi per lui piu’ scomodi attualmente in discussione, ma quello che e’ certo e’ che quello della base Nato in Albania e’ un vecchio refrain usato prima da Berisha e poi da Majko, ma che non ha mai avuto un corrispettivo nella realta’.
Nella regione esistono alcuni comandi Nato (NATO Headquarter) a Prishtina, Skopje e Sarajevo e un ufficio molto piu’ piccolo a Tirana con il compito di assistere la riforma delle Forze Armate Albanesi, ma al di la’ delle valutazioni geopolitiche, attualmente in Albania non esistono le condizioni naturali e le infrastrutture utili per la realizzazione di qualcosa di piu’ importante, cioe’ di una vera base con truppe ed armamenti importanti, per la realizzazione della quale servono spazi, porti, aeroporti e altre infrastrutture di trasporto per supportare il traffico militare.
Probabilmente la dichiarazione di Rama e’ stato solo un tentativo di farsi perdonare il fatto che l’Albania non sta mantenendo gli impegni di spesa militare previsti dagli accordi sottoscritti con la Nato.
La legge sul budget 2016 prevedeva infatti il trasferimento al Ministero della Difesa di due asset assai costosi come l’Ospedale Militare di Lapraka (che era stato recentemente trasferito al Ministero della Sanita’) e come i reparti elicotteri del Ministero dell’Interno e di quello della Sanita’, allo scopo di “gonfiare” contabilmente le spese della Difesa per avvicinarsi agli standard Nato.
