Che nel governo Rama il dominio dei concetti giuridici fosse piuttosto vago si era gia’ visto nel caso del progetto di legge per le sanzioni penali per il reato di calunnia, prontamente ritirato anche per l’opposizione del dimissionario ministro Naco, e che le performances dei famosi esperti internazionali in viaggio premio in Albania fossero spesso discutibili si era gia’ visto molte volte, ma questa volta il senso del ridicolo lascia il posto al senso della tragedia.
Possiamo solo pensare che qualche studente africano del famoso programma di Harvard abbia voluto scherzare, e che due blasonati ministri del governo Rama, con il corredo di uno stuolo di viceministri e consiglieri che insieme vantano molte decine di master internazionali in materie giuridiche, abbiano deciso di stare al gioco per vedere se il resto del governo abboccava allo scherzo.
E il governo ha approvato, e adesso dobbiamo sperare che un parlamento di pistoleri vestiti a festa trovi da qualche parte il coraggio di fermare lo scherzo. E che gli insulsi esperti stranieri vadano a nascondersi per la vergogna.
Il governo ha presentato al Parlamento un progetto di legge preparato da Cuci e Manjani, e come sempre non registrato sul sito della Kryeministria, “Per la difesa dei segnalatori” che nella relazione viene presentato come l’ultimo ritrovato mondiale per la lotta alla corruzione, preparato in collaborazione con non meglio specificati “esperti nazionali e stranieri” la cui esperienza e’ stata vero “valore aggiunto durante la stesura”.
In realta’ qualcosa era gia’ uscito sui giornali piu’ di un anno fa’, suscitando immediatamente reazioni tali che il progetto, allora definito “dei bilbil” con riferimento ad una legge inglese del secolo scorso, e’ stato riportato in cantiere evidentemente a fare un po’ di cosmesi in attesa di tempi piu’ propizi, ma gli esperti sono pigri e non hanno lavorato molto. E soprattutto gli albanesi non sono inglesi, ne i ministri, ne i giudici, ne tantomeno i cittadini.
Il progetto prevede che in ogni “organizata” pubblica, non meglio definita nella legge, ma con piu’ di 80 dipendenti, e in ogni persona giuridica privata con piu’ di 100 lavoratori, venga istituito un ufficio “Njësia përgjegjëse” con lo scopo di raccogliere ed indagare le segnalazioni di dubbi da parte dei dipendenti dell’azienda per “ogni attivita’ o inattivita’ illegale, secondo la legislazione penale in vigore in materia di corruzione attiva o passiva in ogni sua forma, abuso di potere o delle competenze, esercizio abusivo dei contatti nel corso del dovere o della presa di decisioni, abuso dei ricavi del budget dello stato, illegale vantaggio degli interessi, corruzione o concussione e ogni altro atto simile a quelli sopra esposti”.
Questo ufficio sara’ gestito da uno o piu’ dipendenti dell’organizzazione, ma scelti e formati dallo stato (Inspektorati i Lartë i Deklarimit dhe Kontrollit të Pasurive dhe Konfliktit të Interesave) e istruiti specificamente alla protezione del “segnalatore”.
L’ufficio lavorera’ a spese dell’organizzazione (o dell’azienda) e avra’ il compito di indagare, acquisire prove o documenti, mantenendo riservata la fonte e rispettando il segreto di stato (!!!) fino al passaggio della denuncia in procura, anzi dovendo proteggere la fonte da ogni possibile vendetta dei colleghi e, si suppone ma la legge non lo dice, anche del datore di lavoro.
Questo pare essere infatti il vero cruccio del legislatore, come difendere il delatore, e infatti questo e’ diventato pure il nome della legge.
Ed e’ su questo punto che gli esperti hanno dato il meglio di se: la legge infatti prevede la nullita’ di ogni atto di vendetta dell’azienda contro il delatore, il quale da quel momento non potra’ piu’ essere sanzionato disciplinarmente, licenziato, rimosso, spostato, ne gli si potra’ ridurre lo stipendio o i privilegi.
E la legge, se cosi’ la si puo’ chiamare, garantisce la buona fede del segnalatore fino a prova contraria. Egli infatti, secondo la proposta di legge, puo’ riferire anche solo dei dubbi, e, come precisato chiaramente dall’art. 6 comma 3, spetta poi al denunciato di dimostrare di non aver commesso il fatto!
E questa e’ una vera e propria modifica radicale dei codici inserita tramite una legge ordinaria, un vero capolavoro di tecnica legislativa balcanica. Passi chi si e’ laureato all’Universita’ di Tirana, ma possibile che in tutti quei master altisonanti nessuno abbia nemmeno una volta spiegato cosa significa invertire l’onere della prova nel processo penale?
Facciamo un esempio pratico e semplice, giusto per capire gli effetti: un dipendente di una camiceria che teme di essere licenziato per scarso rendimento si reca dalla “Njësia përgjegjëse” e dichiara di sospettare che il suo padrone abbia pagato sottobanco il funzionario straniero dell’azienda cliente per non ricevere da quello contestazioni sulla qualita’ della produzione, e infatti nell’ultimo periodo non ci sono state contestazioni. Per il codice penale albanese (art 164a “Korrupsioni aktiv në sektorin privat”) anche questa e’ corruzione punibile con sanzione pecuniaria e da 3 mesi a 2 anni di galera, e cosi’ il collega della “Njësia përgjegjëse” deve indagare sul datore di lavoro, il quale dovra’ essere lui a dimostrare di non aver corrotto il funzionario del cliente.
Questa dimostrazione in negativo e’ evidentemente impossibile (come dimostrare di non aver fatto una cosa che non si sa se e’ avvenuta?), ma per evitare sospetti potremmo suggerire agli imprenditori albanesi del facon di smettere di mandare le puttane in albergo ai buyers stranieri, di smettere di portarli a mangiare i datteri, e magari anche di maltrattarli un poco, giusto per creare uno straccio di prova da esibire agli inquirenti in caso di bisogno.
In un caso come quello sopra esemplificato la partita finisce 3 a 0 per il lavoratore; magari il padrone riesce pure a corrompere il procuratore e a non farsi condannare grazie alla mezza prova cha ha trattato male il buyer, pero’ perdera’ il contratto di produzione a causa del buyer indispettito e dovra’ ridurre i dipendenti, ma non quello che lo ha denunciato, perche’ lui non puo’ essere piu’ licenziato e restera’ in azienda a fare niente per il resto dei suoi giorni.
Cosa che magari non riuscira’ altrettanto bene al collega della “Njësia përgjegjëse” per il quale la squadra di legislatori ministeriali ha dimenticato di prevedere una analoga protezione, anzi a carico del quale sono addirittura previste multe in caso di non inizio delle indagini o di sospensione ingiustificata delle stesse, sempre per via della presunzione di buona fede del denunciante. Ma questo potra’ essere regolato con gli atti sub legali, magari inserendo un modifica del codice penale in un VKM o meglio in un Udhezim dell’ Inspektorati i Lartë i Deklarimit dhe Kontrollit të Pasurive dhe Konfliktit të Interesave.
In attesa che qualcuno di questi mostri sacri del diritto comprenda che l’onere della prova a carico del denunciato e’ una mostruosita’ giuridica che allontana l’Albania dall’Europa di almeno duecento anni, vorremmo ricordare al nostro legislatore che per trovare casi di “shperdorim detyre” (abuso di potere) non serve tanto impiccio, basta guardarsi attorno, o forse leggere il giornale. Anzi, “shperdorim detyre” e’ il reato commesso in realta’ anche da chi ha scritto questa proposta oscena, sprecando i soldi e il tempo pagato dal contribuente per dare fumo negli occhi agli elettori e agli osservatori internazionali e intanto creare l’ennesima situazione esclusivamente estorsiva. E almeno “shperdorim detyre” e’ pure quello che ha commesso l’Inspektorati i Lartë i Deklarimit dhe Kontrollit të Pasurive dhe Konfliktit të Interesave che, anche sotto la guida ferma e inflessibile dell’attuale Procuratore Generale, per anni non si e’ accorto di quante dichiarazioni di ricchezza personale non venivano consegnate da questa e quella parte politica. E “shperdorim detyre” e’ pure questo modo di governare, confondendo volutamente la causa con l’effetto, per creare degli organi nuovi uguali a quelli vecchi, che gia’ non si vuole che funzionino.
Ma il problema non e’ se questa mezza legge scritta male funzionera’ o meno, questo e’ assolutamente certo: la legge non produrra’ nient’altro che danni, liti, calunnie, disastri sociali e aziendali, costi aggiunti alle imprese, terrore, paura, angoscia e senso di persecuzione. E forse proprio questo e’ il disegno e il vero scopo: il terrore, ma non per tutti.
Ad esempio la Commissione del Procurement Pubblico per legge ha solo 22 dipendenti e non dovra’ avere la “Njësia përgjegjëse”, o come lo chiamavamo quando eravamo giovani, il “commissario politico”.
