ISIS in Albania

exit.al 15 Shkurt 2016, 12:10

Da alcuni giorni, varie importanti testate giornalistiche internazionali stanno pubblicando articoli che hanno per tema la penetrazione dell’ISIS in Albania,  e la reazione di molti analisti dei media albanesi subito si e’ scatenata con le ormai note considerazioni sull’Albania esempio di convivenza pacifica tra le religioni.

Questa argomentazione e’ tanto cara al premier Rama, quanto fuorviante nella logica del discorso, e cercare di sminuire l’allarme produce per l’Albania e per gli albanesi solo effetti diametralmente opposti.

Dai dati della vita quotidiana albanese e’ assodato che:

  • In Albania e’ facile trovare armi da guerra ed esplosivi;
  • In Albania e’ facile acquistare droga di ogni genere;
  • In Albania e’ facile nascondere persone;
  • In Albania e’ facile procurarsi documenti falsi;
  • Ci sono molti albanesi addestrati all’uso delle armi;
  • In Albania e’ possibile reclutare gente, anche se non per ruoli combattenti, per poche centinaia di euro;
  • In Albania esistono importanti gruppi criminali che hanno la capacita’ di paralizzare o decospirare l’azione della Polizia e spesso del governo;
  • In Albania il sistema giudiziario e’ completamente corrotto;
  • In Albania i coltivatori di droga individuati dalla Polizia hanno telefonato a ufficiali di polizia per lamentarsi;
  • In Albania il Ministro degli Interni viaggia con le auto dei trafficanti;
  • In Albania i parenti dei trafficanti di droga arrestati hanno telefonato ad un ministro per lamentarsi;
  • Gli albanesi entrano liberamente in Europa (Zona Shenghen);
  • Il Ministero degli Interni albanese non ha un reale controllo delle frontiere con il Kosovo e con la Macedonia;
  • Gli albanesi dispongono in Italia di una fittissima rete di appoggi logistici, magari inconsapevoli;
  • La maggior parte della popolazione albanese e’ musulmana e una parte e’ pure abbigliata in modo “conforme”, il che consente a molti “barbuti” di non dare nell’occhio;
  • In Albania ci sono parecchie moschee realizzate e finanziate da organizzazioni wahabite;
  • Ci sono molti albanesi che sono andati a combattere in Siria, quindi qualcuno li ha reclutati;

In tutte le situazioni verificate finora in Occidente i sistemi terroristici hanno coinvolto attivamente un numero assai ridotto di persone, insignificante rispetto al contesto, e nessuno ha mai sostenuto che Inghilterra, Spagna, Francia e Belgio sono paesi da emarginare perche’ hanno avuto vittime di terrorismo islamico, allo stesso modo non serve che un paese sia pieno di estremisti religiosi per essere pericoloso, soprattutto se e’ vicino e logisticamente connesso ad un paese potenziale bersaglio.

Sembra quindi tanto strano che gli addetti alla sicurezza dei paesi NATO possano costruire uno scenario in cui la totale irresponsabilita’ generalizzata delle istituzioni albanesi diventa un anello debole del sistema internazionale di sicurezza contro l’ISIS o altre minacce terroristiche islamiche?

E il prezzo di questa ostinata irresponsabilita’ potra’ essere presto il ritorno ad un sistema di visti per entrare in Europa. Ci vuole tanto a capirlo?