Erion, il tuo silenzio ti uccidera’

exit.al 30 Gusht 2016, 23:11

E’ successa una cosa terribile, un ragazzino di 17 anni trovato morto nella discarica, mentre lavorava in nero, all’interno di un impianto del comune di Tirana.

Ma lui e’ morto, credo per la normale imbecillita’ con la quale tanta gente fa cose senza pensare, forse non se ne sono nemmeno accorti, ne il ragazzo, ne chi lo ha ucciso. Avrebbe potuto affogare al mare o in uno dei tanti laghi da irrigazione, oppure falciato dalle eliche di un motoscafo, e invece no, e’ morto proprio nella discarica. Avrebbe potuto morire il giorno prima travolto da un grosso fuoristrada guidato da uno dei soliti idioti ubriachi, oppure poteva bruciare in un ospedale a causa della follia di un paziente, oppure fregato da una grave malattia che in Albania non si puo’ curare, oppure avvelenato da un cibo avariato, poteva anche cadere da un palazzo in costruzione, o anche morire sparato in un regolamento di conti in mezzo ad una strada, perche’ in Albania muoiono tante persone in modi assurdi, tanto che non ci soffriamo nemmeno piu’.

E invece no, quel ragazzo e’ miracolosamente sopravvissuto ad ogni agguato del destino per arrivare a morire nel cuore di una notte di pioggia, lavorando in un posto di merda dove si muore di cancro solo a passarci vicino; e per comperare i libri di scuola, dice suo padre.

E adesso quelli vogliono lasciarti il conto da pagare, come se lo avessi ammazzato tu, come se toccasse a te controllare i libretti di lavoro e le comunicazioni delle assicurazioni sociali, come se il sindaco fosse responsabile di ogni cosa succede in una citta’, anzi in una societa’, popolata di pazzi e di incapaci, di ubriachi e di deficienti, ma soprattutto popolata di irresponsabili.

Come se fosse una colpa grave aver cercato di fare la raccolta differenziata, o aver cercato di far funzionare quel Comune che serve a tutti noi.

Come e’ possibile che non hai reagito? Perche’ ti sei lasciato coinvolgere nel silenzio?

Avresti potuto scaravoltare il tavolo, essere tu ad attaccare, che qui non ci si puo’ piu’ fidare nemmeno del Partito e dei suoi dirigenti locali, avresti potuto ricordare di quando sei stato Ministro del Lavoro e degli Affari Sociali e reclamare controlli e sanzioni anche contro chi poteva e doveva controllare, e chiederle forti, tremende, per chi aveva osato nascondersi dietro di te, e dietro l’istituzione del Municipio, per poter sfruttare la povera gente. Bastava agire in contropiede, dire che e’ vero, che questi stronzi facevano lavorare la gente in nero, in galera, in galera, come quelli che si allacciano la corrente da soli, come quelli che costruiscono senza licenza il tetto alla casa, come quel barbiere che non voleva i controlli fiscali. Potevi aprire una questione e pure riprenderti quegli spazi politici che Blushi rivendica come naturali per i socialisti. Potevi dire che era ora di smetterla con certi imprenditori che non pagano i contributi, che non importa se sono di destra o di sinistra, che la legge doveva valere anche per loro, e non solo per i poveracci. Anzi, impara da Berisha, proprio perche era un socialista, avresti dovuto essere tu per primo a chiedere l’arresto dell’ingordo schiavista e sfruttatore.

Potevi buttarla in politica, e ne avresti avuto il merito, e anche il supporto della gente.

Invece lui e’ morto e tu sei stato zitto, troppo zitto, per troppo tempo zitto, mentre il tuo fornitore si sottraeva alla giustizia scappando come un cialtrone. E gli speculatori che volevano alzare la polvere hanno avuto anche il regalo del silenzio di regime, di tutti quegli editori-appaltatori-concessionari che non si sono voluti accorgere che era successa una cosa troppo detonante, troppo dolorosa e scabrosa per passarla sotto silenzio, e che hanno voluto aiutarti oggi a modo loro per passare all’incasso domani, e che adesso dividono con te la colpa del silenzio. Ma la fattura sara’ solo per te, loro si dissolveranno come la nebbia al mattino.

Forse tu sei troppo giovane, ma qui in Albania molti ricordano che il silenzio uccide. In particolare uccide, ed ha ucciso, quel silenzio “corale” della stampa tutta, che non vuole vedere quel che dispiace al padrone, che dispiace al capo. E qui, finisce sempre che c’e’ un capo, uno solo.

Ha ucciso il silenzio sul comunismo, come ha ucciso il silenzio sulle piramidi, come ha ucciso il silenzio sulla prostituzione, come ha ucciso il silenzio sui brogli elettorali, come ha ucciso il silenzio sugli scafi, come ha ucciso il silenzio sulla droga, come ha ucciso il silenzio sui colossali riciclaggi di denaro, come ha ucciso il silenzio su Gerdec, e oggi quest’altro “corale” silenzio (che tu hai solo provocato) ci prospetta un’altra catastrofe che si avvicina inesorabile. Perche’ qui il silenzio totale e’ stato sempre un segno premonitore di tempi cattivi.

Un silenzio goffo e sostanzialmente inutile, perche’ tutto il paese ha capito benissimo cosa e’ successo, e sanno pure che in fondo la colpa e’ di tutti, ma tutti fingono di non sapere, per non dover prendere una posizione, per non dover puntare il dito, perche’ hanno paura di perdere qualcosa, pure di piccolo.

E tutti tacciono perche’ hanno paura, e hanno paura di te e del tuo capo, e hanno paura del tuo silenzio.

Ma tu, Erion, perche’ taci?

Erion, di che cosa hai paura?