“E’ assessore comunale alla Rigenerazione Urbana e ai Progetti Internazionali della citta’ di Mantova, collaboratrice per i Progetti Speciali della Serpentine Gallery di Londra, dove e’ coordinatrice del programma dei padiglioni. E Consigliere per la Strategia Culturale e Urbana di Edi Rama, Primo Ministro dell’Albania, e di Erion Veliaj, Sindaco di Tirana, con il quale sta lavorando insieme a Stefano Boeri per il nuovo piano regolatore della citta’.”
La sua prima apparizione “ufficiale” sulla scena albanese e’ stata quando e’ diventata Consigliere per la Strategia Culturale e Urbana del Primo Ministro Edi Rama. A differenza degli altri consiglieri, la sua nomina non e’ mai stata ufficializzata o pubblicata dai media. Invece il titolo di “consigliere del Primo Ministro” che cita nella sua pagina web, non viene mai usato nei materiali pubblici nel quadro della preparazione del Piano Regolatore di Tirana (Tirana 030), dove si qualifica solo come Assessore del Comune di Mantova e anche di Roma. In altre parole, i suoi molti collegamenti (o meglio i suoi conflitti di interessi) lei li usa solo quando servono politicamente. Ma, di fatto, ha cosi’ tanto desiderio di apparire che nella sua pagina in rete li scopre tutti. Prima di essere nominata da Rama, pare che la Baroncelli abbia lavorato solo per l’architetto e aspirante politico di sinistra Stefano Boeri. Nel suo studio ha lavorato dal 2009 fino al 2011, venendo coinvolta in alcuni progetti prestigiosi. La maggior parte delle sue pubblicazioni, in ogni caso, sono apparse sulle riviste dirette da Boeri, come Domus o Abitare. Qundi e logico pensare che tra lei e Boeri ci sia una grande confidenza professionale. E anche lei, non molto tempo dopo la sua nomina “ufficiale”, compare con i suoi due clienti, quello vecchio e quello nuovo. La foto sotto e’ presa da un post sulla pagina web della campagna elettorale per il sindaco di Milano di Stefano Boeri, scattata durante una cena organizzata da Astrit Cela, un businessman albanese di Milano—perche’, appunto, Rama non e’ il solo “artista” con ambizioni politiche. [caption id="attachment_16783" align="aligncenter" width="850"]
Boeri, Baroncelli e Rama, Febbraio 2014[/caption]
Boeri e’ anche lui un tifoso schierato di Edi Rama, come si puo’ comprendere dalle decine di pubblicazioni “incensatorie” su Rama, come questo post entusiasta sulla sua pagina web, o come quest’articolo pubblicato inizialmente su Repubblica e poi riproposto su Facebook, o come questo articolo apologetico per Rama neoeletto primo ministro, pubblicato sempre su Repubblica.
A quel tempo Edi Rama (insieme ad Anri Sala) sottoscrive una petizione diretta al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, contro la sua scelta di rimuovere Boeri da Assessore al Design, alla Moda e alla Cultura del Comune di Milano.
Nel 2012 Boeri aveva perso le primarie di coalizione del Centrosinistra per la candidatura a sindaco di Milano contro Pisapia, poi diventato sindaco, e nonostante tutta la lobby di Boeri, Pisapia non accetto’ di nominarlo assessore all’urbanistica, per la semplice ragione che i molti collegamenti di Boeri con le compagnie di costruzione e di real estate lo avrebbero messo in chiaro conflitto di interessi se nominato in quell’incarico. Per buona sorte di Boeri, il conflitto di interessi era proprio il modello di governo di Edi Rama.
Ritorniamo alla Baroncelli, che troviamo anche come “consigliere scientifico” di Hans-Ulrich Obrist, direttore della Serpentine Gallery e curatore del Padiglione Svizzero alla XIV Biennale Internazionale di Architettura di Venezia del 2014—opera alla quale prese parte non solo il suo primo cliente, Boeri, ma anche il secondo cliente, Rama, insieme ai nomi abituali di Anri Sala e di Freek Persyn dello Studio 51N4E, sul cui contributo ho gia’ scritto in questo forum in un altro articolo.
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Baroncelli, Persyn, Rama, Sala e Obrist, Biennale di Venezia, 2014[/caption]
Fino a qui niente di male. In questo senso nei rapporti apparentemente professionali tra Baroncelli, Boeri, Rama e Obrist, non c’e’ niente di straordinario o di problematico. Accade spesso che sulla scena culturale i protagonisti lavorino assieme, in molti progetti e con ruoli diversi, e quello sopra non fa eccezione.
Ma i problemi nascono quando su questa scena si coinvolgono soldi e progetti pubblici. In questo caso i progetti devono essere scelti e i soldi si erogano tramite procedure trasparenti e ben definite. Come minimo non e’ piu’ una sana politica pubblica scegliere questa o quell’altra azienda o persona solo perche’ li hai gia’ incontrati e ti sono piaciuti. Questo e’ il principio base del buongoverno.
Lasciateci discutere tre casi su come “non si deve” fare.
Il primo caso e’ il Piano Regolatore di Tirana, Tirana030, iniziato nel gennaio 2016. Come ho spiegato precedentemente la procedura di appalto pubblico nella forma del concorso internazionale, aveva un risultato prefissato, come Boeri ha avuto la bonta’ di confermarmi de visu: “Mi ha chiesto personalmente Edi Rama di partecipare. Eravamo rimasti d’accordo che il mio studio avrebbe vinto.”
Sfortunatamente non e’ questo il modo in cui si puo’ proporre la riprogettazione totale della capitale di una nazione. A maggior ragione se il lavoro viene fatto con cosi’ poca qualita’ come lo ha fatto Boeri. Ho avuto la possibilita’ di sfogliare una copia del piano “attuale” preparato da Boeri, e l’ho trovato in una condizione cosi’ miserabile come lo era la prima bozza che ho discusso qui, solo hanno aggiunto qualche immagine da Google. Ma nessuno potra’ vedere questo Piano prima che Veliaj lo faccia pubblico, quando cioe’ sara’ troppo tardi.
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Edi Rama, Blue Lunetta, intervenzione pubblica, Mantova, 2016 (Foto da Giulia Flavia Bazyński)[/caption]
Il secondo caso e’ anche piu’ vergognoso, perche’ qui entra in scena anche Mattia Palazzi, sindaco di Mantova. Come ricordavamo prima, Lorenza Baroncelli e’ anche Assessore alla Rigenerazione Urbana e ai Progetti Internazionali del Comune di Mantova.
Nello stesso mese in cui Boeri e la Baroncelli viaggiavano verso Tirana per presentare il loro progetto “vincitore” per il Piano Regolatore, Rama viaggiava (se non fisicamente, almeno il suo nome) verso Mantova, dove veniva coinvolto in un atto di “rigenerazione urbana”, avendo pitturato un complesso di edifici alla periferia della citta’ con un colore blu, ma con alcuni piccoli rilievi di cemento all’entrata dell’edificio con una sfumatura gialla.
Qualcuno puo’ pensare che Rama, che aveva gia’ provato in passato a pitturare facciate di palazzi, abbia voluto fare una citazione ironica della bandiera della UE, volendo proiettare le sue speranze e ambizioni per poter entrare nella UE su un vecchio e improbabile complesso industriale, in una improbabile citta’ italiana.
Invece era solo un fantastico caso di furto intellettuale!
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Edificio Blu, Bolles+Wilson intervenzione pubblica, Korca, Albania, 2015[/caption]
Perche’ nel 2015, sei mesi prima che Rama pitturasse di blu l’edificio industriale a Mantova, uno studio di architettura a lui molto vicino, Bolles+Wilson, inaugurava un intervento simile su di un edificio in una piazza di Korca. Rama stesso e’ stato varie volte a Korca per proclamare la “rinascita” della citta’ attraverso le prospettive progettuali di Bolles+Wilson e’ quindi totalmente impossibile che Rama non abbia visto o saputo di questo precedente intervento.
Lui, quando Lorenza Baroncelli gli ha chiesto di fare qualcosa per il suo altro cliente, il sindaco di Mantova, ha semplicemente copiato quello di Korca. Che sia chiaro, altri artisti avevano gia’ usato prima ancora il colore blu per edifici abbandonati, come Florentijn Hofman nella sua opera Beukelsblauw (2005), ma non pretendo che Rama lo abbia mai saputo.
E non e’ finita, questa opera, in realta’ rubata, viene anche esposta nella personale di Rama a Napoli, nel maggio 2016, che e’ stata curata proprio da... Lorenza Baroncelli!
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Blue Lunetta di Mantova, Edi Rama mostra personale, Galleria Alfonso Artiaco, Napoli, 2016 (Le due foto da Giulia Flavia Bazyński)[/caption]
Il terzo caso e’ lo scandalo che e’ esploso a Mantova, quando Stefano Boeri ha avuto, senza procedura di gara d’appalto, un contratto del valore di 39 mila euro per sviluppare un progetto di rigenerazione urbana (per contrasto, la contrata a Tirana di Boeri vale circa 340 mila euro). Non vi suona gia’ sentita? Ma Boeri aveva lobbato con entusiasmo per la candidatura di Mattia Palazzi nel 2015, avendolo accompagnato in un giro in Vespa attraverso la citta’ per osservare le zone da sviluppare.
I media che hanno riportato lo scandalo non hanno trascurato il fatto che l’Assessore alla Rigenerazione Urbana di Mantova, Lorenza Baroncelli sia contemporaneamente una collaboratrice di Boeri, lasciando il dubbio per un possibile conflitto di interessi in questo scandalo.
Sarebbe interessante sapere se Palazzi si giustifichera’ per la completa mancanza di procedura d’appalto allo stesso modo in cui si giustifica il governo albanese: “Non abbiamo tempo”, definendo le critiche come “attacchi politici”.
Ecco dove siamo arrivati. Tre casi che coinvolgono lo stesso gruppo di persone: il Primo Ministro Rama, l’assessore (e anche consigliere) Lorenza Baroncelli, l’architetto Stefano Boeri e il sindaco Mattia Palazzi.
Tre esempi di conflitto di interessi, dove i soldi pubblici vengono spesi senza alcuna procedura adeguata.
Tre casi che in altri paesi porterebbero ad una vera e propria indagine, come, per esempio, in questo caso in Belgio, dove non per caso e’ coinvolto ancora Edi Rama.
Ma questo non accade in Albania. Qui pare che il velo dell’illegalita’ sia la veste normale per ogni architetto che debba mettere le mani nei progetti di sviluppo immobiliare o in altre simili operazioni di riciclaggio.
Ancora un’ultima cosa. Nella primavera 2016, Lorenza Baroncelli era in predicato per diventare Assessore alla Rigenerazione Urbana nel caso che Roberto Giacchetti (candidato del PD) fosse riuscito a diventare Sindaco di Roma, cosa che non e’ successa perche’ ha vinto la candidata del M5S, Virginia Raggi.
Cio’ nonostante, sulla pagina Facebook Tirana 030, che viene gestita dall’equipe di Boeri, si mente apertamente ai cittadini affermando che la Baroncelli e’ “Këshilltare” (consigliere) per la Rigenerazione Urbana a Roma, per di piu’ prima ancora che si tenessero le elezioni a Roma, ma si dimentica di citare i legami forti con Rama e con Boeri.
In poche parole: conflitto di interessi, furto intellettuale e truffa, e’ l’inizio di una carriera miracolosa!
