Il settore delle assicurazioni in Albania e’ da anni abbandonato a se stesso ed e’ controllato da 11 compagnie che fanno riferimento quasi tutte a potenti oligarchi locali, a parte due che sono controllate da compagnie austriache.
Il mercato e’ asfittico (tutti i premi pagati nel 2015 valgono poco piu’ di 90 milioni di euro, 15 milioni di meno nel 2014) soprattutto a causa del fatto che le compagnie, quando arriva il momento di pagare i danni, trovano tutti i modi per non farlo, grazie anche a tribunali e periti compiacenti, quindi nessun cliente albanese si rivolge a loro, se non e’ proprio costretto da leggi o contratti.
Se mancano le assicurazioni volontarie, a tenere su i bilanci degli operatori sono le assicurazioni obbligatorie, prima tra tutti la TPL Motori (l’assicurazione obbligatoria per la responsabilita’ civile dei mezzi a motore, cioe’ per pagare gli eventuali danni causati a terzi da un mezzo a motore) che comunque non tutti pagano, e seguita dall’assicurazione (per danni alla proprieta’ causati da incendi o altre cause) che le banche fanno obbligatoriamente stipulare sugli immobili presi in garanzia.
Le compagnie albanesi hanno un obbligo di legge di riassicurarsi con compagnie estere specializzate, e questo per evitare che un danno molto grande possa far fallire la societa’ che lo ha assicurato, ma questo obbligo viene in parte aggirato grazie a una autorita’ di controllo assai compiacente.
E’ di questi giorni la notizia che la piu’ vecchia compagnia assicuratrice albanese, L’INSIG oggi in fase di privatizzazione, si e’ vista rifiutare la certificazione del bilancio da una delle grandi aziende internazionali della revisione a causa della mancanza di dati consultabili dal revisore sui rischi assunti dalla compagnia, cosa che ha reso impossibile la verifica della correttezza degli accantonamenti obbligatori, e quindi ha reso impossibile la determinazione del reale valore della compagnia.
In questa situazione nessuna compagnia di assicurazioni internazionale investe in Albania, e la mancanza di concorrenti seri consente alle compagnie locali di continuare il loro gioco sporco.
Ma ogni settore ha i suoi angeli custodi, e anche per il settore assicurativo arriva in Albania a fine 2013 un programma congiunto tra Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale che stila un rapporto e suggerisce 8 raccomandazioni, di cui sono state parzialmente messe in atto solo quelle che non incidevano sui ricavi delle compagnie.
Nelle sue prime quattro righe il rapporto dice chiaramente che “il documento non necessariamente riflette la visione della Banca o dei governi che la Banca rappresenta”.
Ma l’astuto lobbista albanese riesce a far modificare il documento (curiosamente con un tipo di carattere diverso, a riprova che e’ stata aggiunta dopo) integrando una delle raccomandazioni con altre due sub-raccomandazioni che avrebbero dovuto logicamente essere inserite altrove, e rimandando ad un allegato, proprio sull’assicurazione del rischio terremoto per i proprietari di case.
E nelle sub-raccomandazioni si suggerisce di inserire dei “requisiti assicurativi” per vari servizi professionali e di eliminare la TVSH almeno per le assicurazioni non obbligatorie, e infine l’allegato propone con maggiore dettaglio uno schema di assicurazione obbligatoria per i danni causati da terremoto alle case private albanesi, spiegando che l’obbligatorieta’ consentira’ di riassicurare il rischio a condizioni finanziariamente favorevoli.
In realta’ il rapporto aveva gia’ suggerito l’implementazione di un progetto per stimolare l’inserimento di un prodotto assicurativo per il rischio terremoto, con lo scopo dichiarato di mitigare gli impatti sistemici di un eventuale grande sisma che di conseguenza potrebbe far fallire l’intero settore assicurativo, con un riferimento non scritto ad un progetto regionale gia’ avviato da Banca Mondiale per riassicurare i paesi della regione per il rischio terremoto.
Questo progetto e’ attualmente in essere con il nome “Europa RE” ma e’ ampiamente sabotato dalle compagnie albanesi, visto che prevede la riassicurazione quasi totale (cioe’ quasi tutti i soldi dei premi vanno alla compagnia di riassicurazione svizzera scelta da BM) lasciando alle compagnie locali un piccola commissione d’agenzia e il compito (assai lucroso in caso di terremoto) di liquidare i danni.
Il progetto non prevede l’obbligatorieta’ dell’assicurazione, che sarebbe ridicola in un paese dove molti sono alle prese con altre urgenze come quella alimentare, ma solamente prevede azioni per accrescere la “pubblic aëareness”, cioe’ la consapevolezza dei potenziali assicurati.
Il ricorso ad una assicurazione obbligatoria si giustifica infatti solo quando il soggetto assicurato potrebbe creare difficolta’ a terzi a causa della sua incapacita’ a pagare, ad esempio nel caso tipico dell’assicurazione delle auto. Se un’auto non assicurata travolge un pedone e il proprietario non ha soldi, chi paga il danno al pedone? Per questo in quasi tutti i paesi l’assicurazione di responsabilita’ civile sulle auto e’ obbligatoria, e in molti paesi si accompagna con uno schema che consente di indennizzare anche i danneggiati da soggetti non assicurati, in modo da garantire una maggiore sicurezza sociale.
Detto per inciso, questo schema esiste anche in Albania, ma non funziona, al punto che non sta pagando nessun danno dal 2010, e il funzionamento dello schema e’ proprio l’oggetto della maggior parte delle osservazioni del “nostro” rapporto di Banca Mondiale.
Se proprio il governo ritiene che sia nell’interesse della nazione far crescere il mercato delle assicurazioni, ci sono molte situazioni assicurative che, per l’effetto sociale positivo che potrebbero creare, potrebbero diventare obbligatorie, magari anche solo per determinate categorie.
Esistono altre situazioni di responsabilita’ civile che possono creare grandi danni (e conseguenti liti e difficolta’ di pagamento) a terzi privati e che potrebbero essere risolte da una assicurazione obbligatoria, basti pensare alla responsabilita’ civile degli immobili (una parte della facciata di un palazzo cade e ferisce un passante sul marciapiede, chi paga?) oppure all’interno degli immobili (si incendia un appartamento e il fuoco crea lesioni irreparabili alla stabilita’ del palazzo, in questo caso a pagare il danno dovrebbe essere il proprietario dell’appartamento, ma difficilmente potra’ pagare un intero palazzo nuovo).
Il governo Rama, prigioniero degli interessi degli oligarchi lobbisti, come prima cosa ha levato la TVSH sulle assicurazioni (come abbiamo visto gia’ inserita, anche se in modo dubbio, nelle raccomandazioni), dicendo che questo sarebbe servito per facilitare l’accesso al servizio assicurativo da parte di molti che lo ritenevano troppo caro, con il risultato reale che il prezzo delle assicurazioni e’ cresciuto proprio di quanto era la TVSH, aumentando fatturato ed utili delle compagnie senza un solo cliente in piu’.
Piu’ volte il rappresentante del FMN in Albania ha contestato al governo questo provvedimento che ha contribuito a creare il buco nel budget, e che e’ stato da lui seccamente definito come “un regalo ai clienti del governo”.
Dopo questo primo inganno, il governo non ha inserito nuove assicurazioni obbligatorie su servizi professionali (come “richiesto” dalle raccomandazioni del rapporto), cosa che potrebbe anche avere un significato, per esempio nel caso dei chirurghi, o dei fiscalisti, e nemmeno ha proposto l’assicurazione obbligatoria per gli edifici pubblici, cosa che sarebbe di buon senso, visto che in caso di terremoto il governo sicuramente non avrebbe la capacita’ finanziaria per riparare uffici, scuole ed ospedali.
Niente di tutto questo, il governo Rama e’ andato direttamente a proporre una assicurazione obbligatoria sulla casa per il rischio terremoto, a carico diretto delle famiglie albanesi.
L’unico precedente citato dal documento e’ quello della Romania, dove, nonostante l’obbligatorieta’, acquista la polizza solo il 60% dei proprietari di casa.
Perche’ proporre l’obbligatorieta’ per una assicurazione del genere, quando esiste gia’ uno schema della Banca Mondiale per facilitare l’approccio delle famiglie albanesi all’assicurazione del rischio terremoto?
Semplicemente per sfruttare questa iniziativa, garantendo fatturato e profitti alle assicurazioni, proteggendosi dietro una “presunta” raccomandazione della Banca Mondiale, lucrando pure sulla propaganda messa in atto dal progetto sul rischio terremoto della Banca Mondiale, che “suona” uguale, ma e’ altra cosa.
Un’altra tassa da pagare per gli albanesi, come se non bastassero gli aumenti delle tasse sulle societa’, gli aumenti dei contributi sociali, gli aumenti delle tasse comunali e gli aumenti dell’energia elettrica, ecco che a frugare nelle sempre piu’ vuote tasche degli albanesi arriva un’altra Partnership Pubblico Privata, nel senso di un altro accordo impresentabile tra il grande business ed il governo, con unico scopo l’aumento forzato degli incassi (e dei profitti) del business assicurativo.
Un’altra vigliaccata di un governo sempre meno orientato all’interesse collettivo e sempre piu’ dedito a proteggere il saccheggio messo in atto dai soliti oligarchi ai danni di un popolo ormai stremato.
E ancora una volta lo faranno nascondendosi dietro al nome della Banca Mondiale, o forse, come gia’ in un recente passato con la riduzione delle accise sul Redbull, diranno che lo ha chiesto l’ambasciata austriaca.
