Avere paura di un socialista normale, ovvero la “non sostituibilita’” come unica proposta politica

exit.al 16 Gusht 2016, 18:07

Ci sono degli uomini nella politica albanese che non hanno mai creato polemiche, che hanno prodotto pensiero politico, che hanno voluto conservare un profilo “normale” per un politico, e che, soprattutto, hanno interpretato la loro carriera politica non come un reality show che produce popolarita’ e fortuna economica, ma come la possibilita’ di proporre le loro idee e le loro posizioni come soluzioni ai problemi del paese.

Questi personaggi non sono molto numerosi, perche’ purtroppo la politica in Albania si e’ alimentata troppo spesso di “personaggi” e meno spesso di “menti” (e questo fenomeno e’ andato regolarmente peggiorando negli ultimi tempi) e soprattutto non sembrano cosi’ ansiosi di mettersi in mostra, di esibirsi, di uscire da un certo grigio silenzio che in altri tempi sembrava normale.

Come e’ normale, nei momenti di grandi difficolta’, di grande confusione, di ricerca di un punto di riferimento capace di calmare gli animi, alcuni di questi nomi escono nella discussione e vengono proposti per un ruolo di garante che nelle democrazie non presidenziali viene normalmente assolto dal presidente della Repubblica e nelle monarchie parlamentari viene assolto dal monarca.

Ma in Albania la forma dello stato non e’ stabilmente definita, viene anzi cucita e ricucita a misura sul leader di turno: in soli 25 anni siamo stati una repubblica presidenziale, poi un sistema piu’ parlamentare, infine siamo scivolati nell’attuale sistema, un misto tra principato adottivo e oligarchia ma senza piu’ nessun tipo di “checks and balances”, e l’unica garanzia nei tempi di vera crisi politica e’ quella del “governo tecnico” (formula un po’ ipocrita per dire “tutti dentro a controllarsi a vicenda”) presieduto da una figura non conflittuale. Dal prestigio personale di questa figura le varie parti valutano la credibilita’ delle garanzie e la viabilita’ della proposta.

Ed ecco che, in un momento di assoluta crisi dell’attuale maggioranza di governo, ormai travolta dalla totale sfiducia nei rispettivi partners, il “governo tecnico” evocato da Meta scatena la ricerca di personaggi “tranquilli” che possano soddisfare le paure di tutti e garantire almeno un processo elettorale regolare.

Uno dei nomi prodotti dagli “analisti interessati” e’ quello dell’ex Presidente della Repubblica Rexhep Meidani, vero e vecchio socialista, poco spettacolare, ma a cui tutti riconoscono spessore e soprattutto integrita’, ma immediatamente i “controanalisti interessati”, non potendo colpire direttamente lui, scatenano un vero e proprio linciaggio immotivato del figlio, costringendo gli “analisti” a fare una diversione tattica sul nome di Fatos Nano, certamente molto piu’ divisivo ma appunto con piu’ accenutata deterrenza nei confronti di Rama.

Perche’ i “controanalisti” di Rilindja ricevono l’ordine di linciare coralmente il figlio di Meidani?

Sembra quasi incredibile a dirsi, ma il gruppo dirigente di Rilindja ha perso, con l’allontanamento di Koco Kokedhima, l’unica figura in qualche modo capace di un ragionamento politico, essendo tutti gli altri “pasha” orientati solo allo massimizzazione dello sfruttamento privato di un mandato evidentemente giunto al termine, e l’evidente insuccesso delle politiche pubbliche del governo sta determinando la totale incapacita’ di formulare una qualsiasi proposta che possa rivitalizzare la coalizione almeno fino al termine naturale del mandato o almeno controbilanciare l’attivismo politico del partner.

In questo deserto di idee rimane una unica argomentazione, o meglio un unico metodo, peraltro non nuovo, quello di rendere impossibile o impresentabile qualsiasi altra alternativa, esterna (il temuto ritorno di Berisha e Basha di nuovo alleati con Meta) o interna, come Blushi o Meidani, o qualsiasi altro socialista che non sia di Rilindja.

Perche’ oggi il confronto e’ soprattutto interno al Partito Socialista, o meglio tra il Partito ex-socialista di Rilindja e la base socialista dei suoi ex-elettori, che estromessi di fatto dal Partito, potrebbero esprimere la loro non sopportazione estromettendo con il voto (o con il piu’ probabile non voto) i candidati imposti da Rama.

E in questo confronto il ritorno sulla scena di figure ben piu’ presentabili e “politicamente normali” di quelle messe in campo da Rilindja, potrebbe mostrare in tutta la sua evidenza la vacuita’ e il fallimento del governo Rama e della sua Rilindja, e quindi potrebbe aprire un capitolo della storia politica del Partito Socialista che non preveda piu’ la leadership di Rama e soprattutto che non accetti la trasformazione del partito in una specie di reality show con Rama unico giudice arbitro.