Ieri la facolta’ di Arte ha consegnato una Laurea Honoris Causa a Luciano Benetton, notissimo industriale e finanziere italiano, per le sue attivita’ di promozione dei giovani artisti contemporanei di 100 paesi del mondo, tra i quali anche 163 artisti albanesi.
Luciano Benetton e’ il creatore dell’omonima azienda che partendo dalla maglieria ha letteralmente costruito un impero finanziario, essendo al contempo un vero innovatore sia nelle tecniche commerciali che in quelle della comunicazione.
Le campagne pubblicitarie di Oliviero Toscani, la rete di negozi in franchising, le gare in Formula 1 con Briatore e Shumacher, uno slogan fortunatissimo “United Colours of Benetton” carico di significati politici, in pochi anni hanno creato una azienda globale i cui negozi erano dappertutto, offrendo modelli giovani e colori allegri e prodotti di qualita’ a prezzi relativamente bassi. Da li la diversificazione, questa volta meno azzardata e innovativa, con l’acquisto di vari monopoli naturali come autostrade, autogrill, aeroporti, oppure grandi aziende agricole in Sudamerica o partecipazioni finanziarie in primarie aziende.
Exit.al e’ andata a chiedere a Luciano Benetton cosa serve e cosa manca all’Albania per ospitare le sue aziende. Questa e’ la sua risposta:
“L’Albania ha tutto per attrarre investitori europei, quasi al centro dell’Europa, cioe’ molto vicina, nelle prime periferie, ha condizioni buone, avra’ anche contatti, credo stia crescendo nella manifattura, ma l’Asia la fa da padrone, l’Asia ha una dimensione molto competitiva.”
Il Gruppo Benetton e’ presente con impianti produttivi in molti paesi euro mediterranei come Ungheria, Croazia, Slovacchia, Tunisia e Portogallo.
Evidentemente in Albania, nell’epoca di Edi Rama, e’ meglio occuparsi di quadri.
