Saranda dedica un busto a Hillary Clinton

exit.al 18 Maj 2016, 10:24

Il consiglio comunale di Saranda, su proposta del sindaco Floriana Koka, ha deciso di mettere un busto di Hillary Clinton nel boulevard principale della citta’, per onorarla per quello che avrebbe fatto per il popolo albanese.

Poiche’ non si ricorda alcun atto decisivo della Clinton a favore dell’Albania (a parte il fatto di aver supportato suo marito quando mentiva per salvarsi il posto, senza la quale cosa il Kosovo forse sarebbe ancora parte della Yugoslavia), dobbiamo  concludere che il busto di Saranda costituisce in realta’ un premio alle intenzioni, per quello che la Clinton potrebbe fare se sara’ eletta Presidente degli Stati Uniti d’America.

La cultura e il buon senso, e talvolta anche le leggi, suggeriscono, almeno nei paesi piu’ sviluppati, di dedicare vie e statue solo a chi e’ morto da tempo, anche per evitare che fatti successivi costringano alla rimozione frettolosa della targa o della statua. Bisogna insomma lasciare che il tempo faccia il suo lavoro, lasciando sgonfiare gli entusiasmi passeggeri, e che il ricordo diventi storia, e che l’esempio positivo fornito al popolo da quella persona diventi un giudizio definitivo, e quindi scolpito nel marmo (o fuso nel bronzo).

In Albania non abbiamo mai avuto tempo di avere una storia, cioe’ di avere un passato condiviso, studiato  ed accettato, ma abbiamo invece molta fretta di celebrare il presente come se gia’ fosse storia, nel tentativo di dare maggior valore alla nostra trascurabile esistenza alla periferia del mondo, e ci lanciamo spesso a celebrare accadimenti anche di scarso valore storico, definendoli “storici”, “mai visti prima” “eccezionali” e cosi’ via.

Poi, gia’ dopo pochi mesi, ci dimentichiamo, e magari escono pure notizie e informazioni, non conosciute prima, che cambiano il valore del personaggio, o del fatto, osannato nelle nostre affrettate celebrazioni.

Anche per questo a Prishtina esiste un busto di suo marito Bill Clinton, a Fushe Kruje un busto di George Bush, e infine a Tirana da poco esiste un busto di Papa Francesco. Tutti vivi e vegeti, tutti ancora in grado di ribaltare il giudizio della storia su di loro.

Cosa faranno i sindaci di Saranda e di Prishtina se la Clinton, eletta presidente degli Stati Uniti d’America e sospinta dalle necessita’ della geopolitica, decidesse di appoggiare la Serbia invece che gli albanesi? Cosa fara’ il sindaco di Tirana se Papa Francesco, magari dopo un attentato a S. Pietro, dovesse assumere posizioni molto dure contro l’Islam?

In realta’ questi busti e queste statue sono solo una patetica e miserbile operazione di “captatio benevolentiae” (ingraziarsi le persone con l’astuzia), sintomo di una carenza di personalita’ e di una scarsa indipendenza culturale, cioe’ atti di semplice servilismo, e normalmente come tali vengono lette dai grandi della storia.