La farsa del Consiglio Nazionale della Societa’ Civile

exit.al 17 Maj 2016, 14:44

Da circa 25 anni in Albania la legge consente di formare le organizzazioni non governative, altresi’ dette “societa’ civile”, ma il loro ruolo nella societa’ non e’ mai stato molto chiaro.

Questo per il fatto che regolamenti e strategie per coinvolgerle nel processo decisionale sono state frettolosamente preparate dagli internazionali, e nei pochi casi in cui sono state applicate sono state piu’ l’applicazione di una procedura che una vera partecipazione al processo delle decisioni pubbliche.

Per correggere questo difetto, pochi mesi fa’ il governo ha deciso di istituire il Consiglio Nazionale della Societa’ Civile, che sara’ un ente pubblico e che rappresentera’ in un unico organo collegiale organizzazioni non governative e individui e il cui scopo sara’ di essere la  voce della societa’ civile, cioe’ dovra’ raccogliere i suggerimenti e le opinioni della societa’ civile per la loro approvazione o recepimento da parte del governo.

Fino a qui sembrerebbe un sincero tentativo del governo per coinvolgere finalmente la societa’ civile nel processo decisionale pubblico, ma quello che fa capire che cio’ non avverra’ sono proprio la composizione e il funzionamento previsto per il Consiglio.

Il Consiglio sara’ composto da 27 membri, di cui 13 a vario titolo rappresentanti del governo (ministri, viceministri, funzionari), uno del Consiglio Economico Nazionale (di nomina governativa) e 13 in rappresentanza di tutte le organizzazioni non governative registrate in Albania, quindi e’ chiaro che gia’ in partenza le organizzazioni della societa’ civile non raggiungono nemmeno la meta’ del consiglio: un organo consultivo in cui la maggioranza dei voti e’ espressa dai nominati dal governo, che da consigli al governo.

Altro assurdo e’ il modo di scelta dei 13 rappresentanti delle organizzazioni della societa’ civile: data l’impossibilita’ di dare un seggio ad ogni organizzazione, i rappresentanti verranno scelti mediante elezione democratica tra tutte le organizzazioni. I 13 posti sono divisi in 3 categorie da 4 consiglieri ciascuna. L’Agenzia per la Societa’ Civile (un organismo del governo) e’ l’organo responsabile per l’organizzazione e il controllo del processo elettorale, che si svolgera’ via internet tramite Google Docs.

Per votare bastera’ inserire il nome dell’organizzazione (facilmente scaricabile dal registro del Parlamento) e il NIPT, mentre l’Agenzia per la Societa’ Civile, organo del governo, fungera’ da commissione elettorale, e decidera’ se accogliere o rifiutare eventuali ricorsi.

In questo modo chiunque puo’ votare a nome di qualsiasi organizzazione registrata. Poi, quando arrivera’ anche il voto del vero rappresentante di quell’organizzazione, ci saranno due voti per il singolo ente votante e la procedura li squalifichera’ entrambi.

In questo modo il processo e’ facilmente alterabile e bloccabile da chiunque, e non serve andare oltre perche’ si possa comprendere quanto questo processo sia una farsa.

Cosi’ questa organizzazione e’ stata creata per lasciare mano libera al governo, in modo da giustificare ogni decisione con i suggerimenti che il governo stesso si dara’ a nome della societa’ civile.

Tutta questa farsa servira’ solo a distruggere ogni residua speranza che la vera societa’ civile trovi una sua identita’, avendo concesso la legittimita’ di esprimere la sua voce ad un organo in cui il governo ha la maggioranza.

L’incapacita’ o la cattiva volonta’ del primo Ministro nel capire il ruolo della societa’ civile si puo’ comprendere dalla sua recente espressione verso un gruppo di attivisti della societa’ civile che lo stava contestando: “Prendete i voti e poi potrete parlare!”.

Infatti, per non doversi smentire, i voti se li tiene lui.