Rama e il “suo” mausoleo

exit.al 2 Maj 2016, 09:55

Il Primo Ministro Edi Rama ha postato su Facebook la sua firma sull’affaire dello stadio Qemal Stafa rispondendo alle critiche relative alla facciata storica del vecchio stadio che, abbiamo appreso da lui, non sara’ demolita ma sara’ conservata all’interno del nuovo progetto, pare come entrata del Museo della Nazionale di calcio.

Questo, secondo Rama, dovra’ aprire gli occhi di chi non ci vede e che invece apre solo la bocca per infangare ogni idea o progetto.

Il dettaglio che a Rama e’ sfuggito, evidentemente troppo innervosito dalle critiche, e’ che  nessuno aveva mai pubblicato prima quelle immagini e quei dettagli del progetto, evidentemente finora nella disponibilita’ solo dell’impresa, della Federazione, e evidentemente del Primo Ministro, senza la cui approvazione preliminare nessuna impresa (e nessun progettista) si sarebbe mai potuto coinvolgere nella procedura del tender.

Con la pubblicazione dei rendering della facciata storica inclusa nel progetto, e con la sua difesa a base di insulti di un progetto finalizzato ad alterare profondamente il complesso architettonico italiano della piazza Madre Teresa, Rama dimostra che il tender dello stadio era fasullo, perche’ il progetto non e’ stato chiesto all’architetto Casamonti dall’impresa per poter partecipare alla gara, ma e’ Rama stesso che ha  scelto l’impresa che avrebbe dovuto costruire il “suo” progetto, e la procedura del tender e’ stata evidentemente solo la copertura di un’accordo gia’ preso in altre sedi.

L’inventore delle leggi albanesi sulla trasparenza amministrativa continua a nascondere le informazioni necessarie ai cittadini per poter valutare l’operato del governo, e offende e insulta cittadini, opinionisti e giornalisti sulla base di dati e informazioni che lui stesso nasconde all’opinione pubblica, come gia’ e’ successo nel caso del Parco (solo che in quel caso i documenti ancora non c’erano!).

L’arroganza di questo comportamento fornisce la spiegazione del delirio architettonico di Rama, affannato dal desiderio di segnare ad ogni costo il suo passaggio nell’architettura di Tirana, per passare definitivamente alla storia, anche a costo di modificare (o meglio, sfruttare) quel poco che la nostra storia ci ha lasciato, come abbiamo gia’ visto con i neon di Parreno, veri parassiti culturali della facciata della Kryeministria.

Cosi’ uno dopo l’altro emergono, ed emergeranno (…non avete ancora visto niente!) altri dettagli (cioe’ costruzioni) che il Primo Ministro ha gia’ deciso di realizzare nel cuore di Tirana e nel suo Parco, perche’ in futuro si possa dire “la Tirana di  Rama”.

Questo e’ il suo bisogno narcisistico ed egocentrico, ma la fattura la stanno pagando i cittadini, che vengono derubati di aria, di futuro e di proprieta’ pubbliche, in nome di un finto progresso destinato a costruire solo il Grande Mausoleo di Rama.

La Piramide di Enver Hohxa ci e’ costata molto meno.