Una buona notizia, per i protestanti del Parco del Lago, per i cittadini di Tirana e anche e soprattutto per il sindaco di Tirana. Infatti ieri il sindaco Erion Veliaj ha annunciato che in Aprile iniziera’ ad abbattere 100 costruzioni che stanno nel Parco del Lago.
Questo significa che:
- Il sindaco Veliaj ha accettato che il Parco e’ un valore sociale da difendere anche da tutte le altre forme di usurpazione passate e soprattutto future; per questo gli tributiamo un applauso a scena aperta!
- Da un punto di vista politico, il sindaco ha evidentemente capito che se vuole interpretare la parte del leader politico futuro deve tenere conto non solo degli ordini del governo, ma anche delle esigenze del popolo e della societa’ albanese;
- Le proteste della societa’ civile hanno ottenuto un importante risultato dal punto di vista ambientale, e cioe’ il ripristino di una parte del Parco che era stata usurpata con la forza da vari approfittatori;
- Il sistema predatorio politico affaristico che e’ stato lo sponsor della betonizzazione del Parco puo’ essere bloccato da un’opposizione sociale vigile e intransigente;
- Il Parco del Lago, anche se non e’ ancora salvo, e’ ancora esistente e vivo.
Rimangono invece ancora aperte alcune questioni non affatto secondarie, di metodo e di merito, sul rapporto tra il Municipio e i cittadini, sul modo in cui le decisioni vengono prese, e in definitiva sulla legalita’ dell’iniziativa del parco giochi:
- Ancora oggi il Municipio non pubblica la licenza del parco giochi
- Ancora oggi il Municipio non pubblica un Master Plan del Parco
- Ancora oggi non si conosce se esiste un “leje Mjedisore” per il progetto del parco giochi
- Ancora oggi rimane inevaso il requisito di legge sulla consultazione sociale
Tornando alle annunciate demolizioni degli edifici del Parco, come sempre, e come per la vicenda del parco giochi, manca una informazione esatta su questa iniziativa finora solo annunciata, ma esistono alcune condizioni fissate dalle leggi della Repubblica d’Albania., e altre dettate dalla logica politica, che il sindaco dovra’ mettere in atto per avere un consenso ampio e per dimostrare che potra’ essere in futuro un leader politico credibile in sede nazionale:
- Il municipio deve pubblicare l’elenco esatto delle costruzioni che verranno abbattute, munite di un permesso e di quale tipo, e soprattutto se tale permesso risulta emesso in conformita’ della legge in quel tempo in vigore;
- Il municipio dovra’ abbattere tutte le costruzioni a vario modo abusive dentro al Parco, senza sconti o omissioni ad amici e clienti;
- Il municipio dovra’ portare a termine le demolizioni come una azione di recupero e non, come fatto finora come una semplice azione punitiva, provvedendo alla rimozione delle macerie e al ripristino allo “status quo ante”;
- Il municipio dovra’ procedere all’azione penale e civile per tutti quelli che hanno firmato permessi non conformi alla legge, e per quelli che hanno approfittato di un permesso per realizzare cose non incluse nel permesso stesso;
- Il sindaco dovra’ proporre al Consiglio Municipale un importante aumento delle imposte sulle costruzioni “vista lago”, sia per quelle ancora da terminare che per quelle gia’ abitate, in modo da raffreddare la pressione corruttiva attorno al Lago.
Senza la realizzazione di questi semplici elementi di diritto e di opportunita’ politica, e senza la regolarizzazione degli abusi commessi in questa fase confusa, difficilmente il corpo dei cittadini di Tirana potra’ credere alla bonta’ delle intenzioni del sindaco Veliaj, essendo la popolazione ormai abituata alle sue esagerate sortite propagandistiche.
Erion Veliaj e’ sicuramente un talento nella comunicazione e nelle public relations, e in quanto tale e’ stato “adottato” come un principe adottivo nel Partito Socialista, ma la storia dei suoi predecessori ha dimostrato che la politica senza morale e la politica senza ascolto, come la propaganda senza una sottostante concretezza, possono ingannare l’elettorato solo per un periodo di tempo breve, e generalmente solo una volta.
E la delusione, quando arriva, e’ direttamente proporzionale alla differenza tra fatti e propaganda.
