Nei giorni scorsi, con grande spolvero, e’ stato inaugurato il nuovo Consolato Generale Italiano di Valona, collocato agli ultimi due piani di un edificio sul lungomare, con vista panoramica sul golfo di Valona e stupende terrazze per ospitare ricevimenti. Per l’inaugurazione non si e’ badato a spese, una festa con luci e invitati sfavillanti, con tanto di sfilata di moda e ovviamente relativo ricco buffet, infine servizio fotografico con addirittura un drone per le riprese aeree.
All’evento sono stati convocati tutti gli elementi del cosiddetto “Sistema Italia”, cioe’ tutti i dipendenti pubblici italiani in Albania, i militari, i cooperanti e i religiosi, ed infine i dirigenti delle aziende private che tentano di avere qualche vantaggio dall’Ambasciata Italiana.
Nonostante tutte le leggi sulla trasparenza e’ di fatto impossibile ottenere informazioni esatte, ma dalle soffiate di qualche isolato protestatario pare che tutto l’immobile del nuovo consolato (per circa 2.400 metri quadrati oltre ai garages) sia stato acquistato nella prima meta’ del 2015 per una cifra di poco inferiore ai 10 milioni di euro, ai quali devono essere aggiunte altre spese di arredi e attrezzature e una straordinariamente costosa consulenza con il solito noto studio legale per recedere dal contratto di affitto dell’immobile precedentemente utilizzato.
Questa enorme spesa, sia per l’acquisto che per l’inaugurazione, non trova alcuna giustificazione se si considera che il Consolato Generale di Valona era stato gia’ inserito nella lista dei consolati da chiudere in conseguenza della spending review avviata dal governo Monti, e che a Valona la presenza del personale diplomatico italiano e’ inferiore alla decina di unita’, quella di aziende italiane su Valona e’ ridottissima, mentre poche decine sono le aziende italiane in tutta la circoscrizione consolare che copre il sud dell’Albania.
Il filmato preso dalla pagine Facebook del Consolato dimostra le poche decine di persone presenti all’evento e la vastita’ degli ambienti.
Quale e’ stato il prezzo realmente pagato per tale acquisto, e quanto altro e’ stato speso per il completamento?
Siamo sicuri che la stessa somma non potesse essere investita in qualcosa di piu’ “redditizio” dal punto di vista diplomatico?
Come mai l’immobile scelto per il Consolato di Valona, pur dovendo servire solo un ottavo delle aziende e circa altrettanto della popolazione, ha una superficie quasi doppia a quello del consolato di Tirana?
Quale raffinata strategia diplomatica sta alla base della scelta di procedere ad un acquisto tanto costoso, per di piu’ considerando che un normale appartamento a Valona, a seconda di posizione e finiture, si puo’ acquistare dai 300 ai 600 euro al metro quadrato?
Potra’ la scelta di una sede lussuosa a Valona riscattare l’immagine e l’influenza dell’Italia, da anni precipitata a livelli di quasi assoluta irrilevanza sulla scena albanese?
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