Proteste: finalmente parla la Conferenza Episcopale

exit.al 8 Prill 2018, 22:07

La Chiesa Cattolica Albanese, tramite la Conferenza Episcopale, ha assunto una posizione pubblica ed ufficiale sui fatti e sulle situazioni di questi giorni, con un comunicato che traduciamo letteralmente.

 

“La Conferenza Episcopale Albanese segue con attenzione gli ultimi sviluppi nel nostro paese. In particolare la nostra attenzione e’ andata agli eventi che sono accaduti nella citta’ di Kukes come conseguenza della protesta dei cittadini per la tassa della Strada della Nazione.

Nella speranza di dare il nostro contributo come partecipanti alla vita sociale e spirituale del paese dichiariamo quanto sotto:

Come prima cosa, sosteniamo ogni iniziativa civile che reclami i diritti inalienabili dei cittadini. E’ diritto di chiunque, quando lo ritenga ragionevole, protestare e dira la propria opinione, da solo o insieme con altri.

Come seconda cosa, noi condanniamo come moralmente inaccettabile ogni comportamento violento contro le persone, le istituzioni, gli oggetti privati o statali. La violenza non e’ mai una soluzione, e noi facciamo appello che venga evitata con ogni iniziativa legale per la richiesta dei diritti personali o comunitari. “La Chiesa non puo accettare la violenza . . . perche’ violenza porta sempre violenza e produce in maniera inevitabile nuove forma di oppressione e di schiavitu’, piu’ gravi di quelle che pretende di combattere” (Papa Paolo VI).

Come terza cosa, noi facciamo appello alle istituzioni statali afficnche’ trovino le strade dovute per arrivare in aiuto alle persone bisognose. Siamo coscienti che le strade, o ogni altro oggetto che ha a che fare con il bene comune, hanno bisogno della manutenzione, e questa deve essere fatta. Ma comunque, come ci siamo espressi nella nostra lettere per Natale 2017, serve attenzione alle persone, ai gruppi sociali e alle zone che sono piu’ in bisogno. Dobbiamo lavorare tutti insieme in modo che la differenza creata tra i ricchi e i poveri si riduca, a maggior ragione nelle zone lontane e periferiche.

La Conferenza Episcopale Albanese”