Il governatore della Banca d’Albania Sejko ha dichiarato, nella sua comunicazione alla stampa in occasione del calo del tasso base di interessi sul lek all’1,25%, che le banche devono avere piu’ coraggio nel dare credito all’economia, altrimenti la crescita attesa del 3,4% non potra’ essere raggiunta.
Essere coraggiosi, in termini bancari, significa accettare di finanziare clienti con business plan dai ritorni incerti, o poco probabili, o ancora peggio privi delle necessarie garanzie finanziarie o immobiliari richieste dalla normativa, cose che espongono la banca ad un maggior rischio di non ripagamento del debito.
Il coraggio e’ forse l’elemento normalmente meno consigliato e meno presente nei manuali di economia, in particolare per le politiche creditizie, nelle quali il coraggio e’ ampiamente sconsigliato dalle normative delle stesse banche centrali, che attraverso lo strumento della Vigilanza, hanno normalmente come prima preoccupazione l’impedire alle banche di concedere crediti rischiosi o non sufficientemente garantiti. L’analisi del rischio, e il costante tentativo di ridurre il rischio del credito tramite strumenti come il rating e il calcolo del fabbisogno del capitale regolatorio, testimoniano che tutto il sistema finanziario internazionale vede il coraggio piu’ come un nemico che come uno strumento utile.
Quando il Governatore si appella al coraggio delle banche, mentre mette in evidenza una crescita inferiore a quella pianificata dal governo, sta di fatto dicendo che la banca centrale ha esaurito gli strumenti nella sua disponibilita’ per cercare di rilanciare l’economia, e che da ora in avanti la responsabilita’ dell’andamento dell’economia e’ tutta del governo, che le banche il coraggio non lo possono avere. E’ compito invece del governo attuare politiche che riducano il rischio, sia per il rischio paese, che per il rischio commerciale, questo faciliterebbe anche il credito.
Il coraggio, come l’ottimismo, sarebbe invece strumentario tipico degli imprenditori, che finora in Albania hanno mostrato un coraggio al limite dell’incoscienza (quando non era insolvenza programmata, cioe’ truffa al credito) e il risultato e’ quello che vediamo: abbiamo praticamente solo imprese incapaci di competere su un mercato libero, spesso cresciute in modo abnorme grazie proprio a dosi eccessive di coraggio e ignoranza, ora interessate solo ai monopoli di fatto e ai contratti concessionari, vero cancro dell’economia albanese, ma anche l’unico modo per proteggersi comodamente dalla propria inefficienza.
E concessioni e monopoli non sono frutto del coraggio degli imprenditori, ma proprio una conseguenza del “coraggio” che le banche hanno avuto finora.
