La notizia buona e’ che c’e’ una squadra di calcio dilettantesca che ha vinto il suo campionato e per la seconda volta nella sua pur breve storia viene promossa nella categoria superiore, e l’anno prossimo giochera’ in prima categoria. Cosa c’e’ di strano?
Niente, assolutamente niente, ma la squadra si chiama Scanderbeg (con la C al posto del K) ed e’ stata creata da un gruppo di emigrati albanesi a Parma, prima per far giocare a pallone i loro figli, poi, visto che non bastava per vincere, hanno cominciato ad arruolare gli “stranieri” di altre comunita’ di immigrati, e infine, presi dalla voglia di vincere sono passati ad arruolare anche gli “extracomunitari” italiani.
Oggi la Scanderbeg e’ piu’ italiana dell’Inter, ma forse e’ anche piu’ albanese della nazionale Kuqi i Zi, e soprattutto ha vinto il campionato di seconda categoria con tre giornate di anticipo.
La storia della Scanderbeg e’ la storia di un gruppo di emigrati che non solo si e’ veramente integrato, ma e’ anche riuscito a diventare una comunita’, cosa che molto difficilmente riesce agli albanesi in Italia.
La Scanderbeg nasce all’interno della piu’ riuscita associazione di emigranti albanesi in Italia, e anche quella si chiama Scanderbeg, una associazione che varie volte all’anno riunisce centinaia di albanesi che da anni vivono e lavorano in Italia, diventata punto di riferimento per molte altre associazioni albanesi in Italia grazie al suo continuo impegno che vede oltre alla squadra di calcio, una scuola di lingua albanese, un gruppo di danza tradizionale albanese e infine un forum degli studenti universitari albanesi.
Tutto nasce molti anni prima da un gruppo di emigranti con la testa sulle spalle, alcuni dei quali arrivati a Parma all’inizio degli anni 90 direttamente dai campi di internamento della zona di Fier, con una grande voglia di costruirsi una nuova vita e un futuro normale.
Quattro sono le figure che conosciamo e che hanno fatto la storia di questo gruppo, e vale la pena di raccontare il loro percorso: Shpendi Ndreu, Durim Lika, Gentian Alimadhi e Marion Gajda.
Shpendi Ndreu esce dai campi di internamento e arriva in Italia tra i primissimi rifugiati albanesi, entusiasta della liberta’ ritrovata lavora duramente e trova tra i prosciutti di Langhirano il suo mestiere e la sua strada, ma lui e’ un albanese intraprendente e con molti conoscenti in cerca di un lavoro, e presto apre la propria societa’ e comincia l’attivita’ di imprenditore nel settore della disossatura dei prosciutti, un mestiere faticoso e muscolare che richiede resistenza e sacrificio, un mestiere che gli italiani fanno sempre meno volentieri ma che e’ vitale nell’economia parmigiana.
Presto Shpendi si organizza con squadre di lavoratori albanesi contrattate per lavorare all’interno dei vari prosciuttifici di Langhirano, magari all’inizio con qualche operaio non registrato, ma lui non vuole grane e la sua azienda puo’ crescere anche senza trucchi. Oggi Shpendi da’ lavoro regolare a molte decine di operai, non solo albanesi, ed e’ un punto di riferimento sicuro per tutti gli albanesi di Parma, ma anche per molti salumifici che senza le sue squadre di disossatori non potrebbero piu’ produrre i famosi prosciutti di Parma. Lui e’ ora un emigrante “che ce l’ha fatta”, ha soldi, vive bene, e’ pure il presidente dell’Associazione degli albanesi di Parma, da lui e da altri fondata nel 2006 con il nome di Associazione Scanderbeg, ma ha un cruccio tipico di molti emigrati albanesi, i suoi figli non usano piu’ la lingua albanese.
Durim Lika e’ a Parma da moltissimi anni, arrivato da Durazzo. Ha una cultura e impara presto. Dopo pochi anni apre un negozio di computer che diventa presto il punto di ritrovo di molti connazionali, poi Belle Air comincia a volare all’aeroporto di Parma e lui si da’ da fare con la biglietteria.
Quando Shpendi si lamenta dei figli che non sanno l’albanese parte la scintilla, e dopo un percorso ne breve ne facile nel 2009 la Scuola Albanese Scanderbeg inizia a insegnare la lingua albanese ai figli della diaspora, e Durim ne e’ il direttore e l’insegnante di storia e geografia albanese.
Gentian Alimadhi viene da una nota famiglia “ballista” di Skrapar, lutti ed emigrazione lo lasciano solo in Albania molto giovane, e seguendo il filo di parenti emigrati arriva a Parma nel 1993 dove lavora e studia duro, e infine si laurea in giurisprudenza, fa la sua pratica e riesce, primo tra tutti gli studenti albanesi in Italia, ad ottenere il titolo di abilitazione alla professione di Avvocato. Insieme a Shpendi e a Durim hanno gia’ creato nel 2006 l’Associazione Scanderbeg ed e’ lui, giovane professionista, che da Presidente inserisce l’Associazione nei programmi del Comune di Parma per l’integrazione, riuscendo a prendere qualche finanziamento per organizzare le feste di fine novembre, dove riesce a far partecipare artisti albanesi famosi e conosciuti, e ad ottenere molta attenzione per tutta la comunita’ albanese che nel frattempo si e’ fatta sempre piu’ numerosa.
La sua attivita’ professionale naturalmente inizia con ricorsi contro pratiche di espulsione e con qualche caso di diritto penale, ma lui sa comportarsi, ottiene rispetto da uffici e istituzioni, e nel 2011 riceve inaspettatamente il riconoscimento piu’ importante della citta’ di Parma, per la prima volta dato ad uno straniero: il Premio S. Ilario, con la motivazione “Esempio di integrazione vera e positiva fondata sul lavoro, l’orgoglio delle proprie radici e al rispetto delle regole e delle tradizioni della nostra comunità. Giunto nel nostro paese tra mille difficoltà, con la sua storia personale e professionale, testimonia il contributo di tanti nuovi parmigiani che oggi partecipano alla costruzione del bene comune”. Prima di lui questo premio lo hanno ricevuto personaggi come l’industriale Pietro Barilla, il regista Bernardo Bertolucci e lo scrittore Alberto Bevilaqua.
Chiude la squadra Marion Gajda, laureato in scienze politiche, ha al suo attivo diverse esperienze che lo hanno visto collaborare, in passato, con l'assessorato alle pari opportunità della Provincia di Parma, si occupa di formazione professionale, è appassionato della storia della Seconda Guerra Mondiale ed è molto attivo nell'ambito dell'associazione degli albanesi presenti a Parma, Scanderbeg.
Soprattutto Marion e’ stato eletto rappresentante di tutte le minoranze immigrate presso la giunta del Comune di Parma. Marion insomma rappresenta, secondo il nuovo statuto del Comune di Parma voluto dal Sindaco del Movimento 5 Stelle, gli interessi e le richieste delle varie comunita’ presenti sul territorio, non ha diritto di voto ma ha accesso agli atti amministrativi e soprattutto ha accesso agli uffici del Comune per capire cosa e’ successo ad una pratica, o per suggerire qualche intervento sociale od economico. Una esperienza e un ruolo importante in una provincia che ospita oltre 60.000 immigrati (di cui quasi 30.000 nel solo comune di Parma) e integra quasi 7.000 albanesi, altrettanti moldavi e ancora altrettanti romeni.
Questa e’ la buona notizia: quando sono in emigrazione gli albanesi danno il loro meglio, riescono ad associarsi per gli interessi comuni, sanno essere solidali, costruiscono societa’ civile, e vincono il campionato.
