L’investitore libanese-americano Fadi Mitri, barbaramente aggredito a bastonate il 10 settembre in un agguato sulla strada verso l’aeroporto da alcune persone che rivendicavano diritti di proprietà sul terreno di Gjiri I Lalzit dove la sua Omnix sh.p.k. avrebbe dovuto costruire un resort turistico da 450 milioni di dollari di investimento, ha annunciato che si ritira da ogni progetto di investimento in Albania.
Ne ha dato notizia il direttore di Omnix, Abu Issa, mentre il suo titolare Mitri veniva imbarcato in barella su un aereo ambulanza per lasciare forse per sempre l’Albania.
La Omnix da alcuni anni stava promuovendo il suo progetto di un importante villaggio turistico corredato anche di un hotel a 5 stelle nella località balneare a nord di Durazzo. Il progetto prevedeva investimenti in varie fasi per complessivi 450 milioni su un terreno di 40 ettari, sulla cui proprietà era in corso da tempo un contenzioso giudiziario, nel quale una famiglia di Sukht lamentava di essere stata estromessa dalla proprietà tramite una sentenza secondo loro “pilotata” a loro danno dal Governo Berisha.
Il governo Rama aveva comunque concesso la licenza edilizia al progetto sul finire del 2016, e in quella riunione del KKT il vice primo ministro Niko Peleshi aveva sottolineato il valore degli investimenti approvati dal governo.
Questo non è il primo caso in cui un investitore estero viene scoraggiato con violenze o minacce, addirittura alcuni anni orsono c’e’ stato un caso in cui un dirigente ha perso la vita a causa di una bomba dopo una lunga serie di minacce e attentati contro gli investitori (anche loro libanesi) del Cementificio di Fushe Kruje.
La Polizia non sembra in grado di proteggere un investitore straniero che inciampi, più o meno inconsapevolmente, in uno dei tanti conflitti sulla proprietà spesso causato da sentenze di tribunali corrotti emanate sulla base di documenti falsificati, ma su queste vicende, o molto vicine a questa, anni fa’ il giudice Skerdilajd Konomi e’ stato ucciso da una bomba esplosa nella sua auto mentre la guidava in piemo giorno suula via principale di Valona.
Il ministro dell’economia Milva Ekonomi ha tentato, dopo l’agguato, di convincere l’investitore a continuare il progetto offrendogli scorta e protezione da parte dello Stato, ma almeno per ora sembra senza alcun risultato.
