Caso Shukri, questa volta e’ il popolo che ha fottuto il potere

exit.al 13 Maj 2016, 20:39

L’arroganza del potere e’ una delle conseguenze piu’ evidenti della immaturita’ e della poverta’ di una societa’, perche’ solo nelle societa’ immature e povere il popolo si assoggetta, non volentieri ma per debolezza e rassegnazione, alle pretese indebite di chi ha un determinato potere, anche piccolo, ma reso enorme dal divario delle condizioni economiche tra chi il potere lo gestisce e chi il potere lo subisce.

Lo scandalo del sindaco di Dibra e’ solo l’ultima evidenza di un rapporto malato tra istituzioni e popolo, dove le istituzioni non sono tali (cioe’ al di sopra delle parti, a regolare i conflitti) ma sono ridotte, dall’ignoranza e dalla protervia degli uomini che le amministrano, e dalla debolezza e dalla mancanza di alternative del popolo, ad essere una delle parti, quella dominante in forza della legge e del risultato elettorale.

L’applicazione di metodi democratici nella scelta dei rappresentanti delle istituzioni, con la inevitabile rotazione politica degli incarichi, ha dimostrato infatti di non risolvere da sola il problema, visto che la cultura e la volonta’ di chi arriva a gestire l’istituzione e’ immediatamente volta a cercare di costruire altro potere per rimanere il piu’ a lungo possibile, oppure a massimizzare il risultato nel breve tempo assegnato all’incarico; gli appetiti e l’ignoranza fanno il resto.

Le rinascite, urbane o democratiche che siano, hanno dimostrato ampiamente di essere solo slogan elettorali, di servire come strumento propagandistico per raggiungere il potere, per avere in mano il timbro, ma poi l’uso di quel timbro e’ dettato dalle tendenze apparentemente incontenibili alla dominazione pura, illimitata, fino all’abuso.

E i progetti di rafforzamento dello stato vengono usati solo per aumentare la capacita’ estorsiva dell’istituzione a tutto vantaggio del disegno di dominazione e arricchimento.

Basta analizzare serenamente l’evoluzione della normativa in materia di procedura fiscale con l’aumento spropositato delle sanzioni e l’eliminazione delle garanzie piu’ basilari (come la notifica e i termini per l’appello) per vedere come in nome del progresso sociale si sia costituito solo il potere di abuso dei funzionari.

E questo purtroppo e’ diventato un metodo in ogni possibile ufficio, con l’instaurazione di tante piccole repubbliche, ognuna dotata del suo potere di “imposizione fiscale” (cioe’ di estorsione) basato sul ricatto del timbro, spesso (forzatamente) necessario per poter esercitare un altro diritto in un altro ufficio.

Ma il tutto e’ costruito sulla sostanziale inefficienza di base del sistema della pubblica amministrazione, volutamente marcia ed incapace di fornire il suo servizio atteso, in modo da aumentare la disponibilita’ del cliente (cioe’ il cittadino) a passare a trattative dirette e sottobanco. Tutto il sistema pubblico e’ oggi finalizzato all’estorsione e protetto da chi, invece di denunciare, a fini di propaganda politica (cioe’ di difesa della sua possibilita’ di continuare a estorcere) nega anche l’evidenza. Fino a quando?

Fino a quando il popolo si incazza, cioe’ fino a quando una ragazza di 20 anni, invece di umiliarsi con il porco di turno, usa gli strumenti che l’evoluzione tecnologica le consente, e dimostra al mondo intero che quello e’ un porco, e se lo fotte.

E dimostra che per fermare tutto questo non servono le riforme di Rilindja, non servono i finti siti di denuncia gestiti direttamente dai possibili accusati, e forse non serve nemmeno una complicatissima riforma della giustizia, ma servono alcune cose semplici: serve avere una morale, serve avere un po’ di coraggio o di indignazione, serve pochissima tecnologia e infine serve un media libero che faccia da risonanza alla denuncia.

Le ultime due cose sono garantite dall’evoluzione tecnologica, che con telecamere, smartphone, siti internet e media sociali ha reso di fatto inutili i cartelli dei media e il loro forzato asservimento al potere, le prime due sono nelle mani del popolo, di fatto aiutate e incentivate dalla stessa arroganza del potere.

E il popolo oggi ha la faccia (oscurata per motivi di privacy) di una ragazza di Dibra che potrebbe essere vostra figlia, o vostra nipote, o che potreste essere voi.