Il 26 febbraio 2016 il rappresentante legale della Kurum International sh.a. ha depositato una richiesta di fallimento per riorganizzazione al Tribunale di Tirana, che ha fissato per il 16 marzo la prima udienza per nominare l’amministratore del fallimento.
Kurum e’ la prima azienda industriale dell’Albania, avendo rilevato dallo stato una parte importante del Kombinat Siderurgico di Elbasan e avendolo rimesso in funzione per la parte di produzione di acciaio da costruzione.
Kurum esporta una parte importante della sua produzione ed e’ stato nel 2014 il secondo esportatore albanese, e le sue esportazioni di materiali ferrosi per oltre 100 milioni di euro hanno costituito nel 2014 oltre il 5% delle esportazioni albanesi.
Nel 2012 Kurum ha acquistato dal governo albanese 4 idrocentrali per una potenza installata di circa 75 MWH, l’operazione e’ stata finanziata da IFC per circa 70 milioni di euro e da due banche albanesi di secondo livello (BKT per 7 mln euro e Raiffaiesen per 7 mln euro.
Secondo gli ultimi bilanci depositati (esercizio 2014) il debito bancario complessivo di Kurum e’ di oltre 134 milioni di euro, a cui si aggiungono circa altri 125 milioni di debiti con i fornitori. In totale i debiti di Kurum costituiscono l’equivalente del 2,6% del GDP albanese.
Kurum International sh.a. e’ di proprieta’ di Hasmet Kurum che e’ al contempo proprietario di Kurum Holding A.S. che opera nello stesso settore in Turchia e che fa parte delle prime 500 aziende turche.
Hasmet Kurum e’ stato in passato sia membro del Parlamento turco che manager del Besiktas, la piu’ blasonata squadra di calcio di Istambul e di tutta la Turchia.
La vera notizia di oggi e’ che Kurum Holding A.S. (la casamadre turca, ma in realta’ sorella, essendo entrambe di proprieta’ diretta di Hasmet Kurum) e’ coinvolta in una procedura fallimentare in Turchia e la proprieta’ ha chiesto, secondo una procedura legale in Turchia, la sospensione della procedura del fallimento fino al giorno 8 giugno.
Kurum Holding A.S. e’ stata presente anche in Albania dove ha posseduto il 100% delle azioni del Cantiere Navale di Durazzo, e la conseguente proprieta’ di una gran parte del porto di Durazzo. A fine dicembre 2014 le azioni del Cantiere (Durres Kurum Shipping sh.p.k.) sono state vendute ad una societa’ del Delaware, noto paradiso fiscale americano, per soli 8,5 milioni di euro, pari al valore nominale delle azioni, ma molto meno del valore di 100 milioni che Kurum chiedeva nel 2013. Il proprietario di questa societa’ offshore americana risulta essere una persona fisica cittadino turco.
Questa operazione, che non ha niente a vedere con il fallimento di Kurum International (la societa’ albanese), lascia intendere la strategia del signor Kurum di sottrarre un asset importante ai creditori del fallimento in Turchia, e di conseguenza lascia intendere che tutto il fallimento del sistema Kurum, sia in Turchia che in Albania, e’ pilotato dal fallito e non dai creditori o dal tribunale.
E infatti in Albania il fallimento e’ stato chiesto subito dopo aver concesso un pegno sulle quote della societa’ a favore di una societa’ serba, per una non meglio conosciuta operazione commerciale (importante acquisto di rottame?) che appare assai improbabile se fatta poche settimane prima della spontanea richiesta di fallimento, e solo pochi mesi dopo aver richiesto e ottenuto ulteriori e consistenti finanziamenti bancari al sistema bancario albanese. Le due operazioni appaiono oggi oltremodo sospette.
La poca esperienza in materia commerciale e la facile corruttibilita’ che pervade il sistema giudiziario albanese rendono l’Albania un paese interessante per organizzare bancarotte pilotate, e le conseguenze vanno a carico delle banche e dei fornitori locali (due categorie gia’ molto affaticate dalla crisi), e di conseguenza a carico di tutta l’economia nazionale.
Il fallimento di Kurum International, prima realta’ industriale del paese, e’ solo il primo fallimento importante di questa stagione di crisi, e anticipa i fallimenti della lista “segreta” dei grandi debitori praticamente insolventi che da anni bloccano di fatto il sistema bancario albanese. Il modo in cui il Tribunale riuscira’ a gestire questa pratica ci dara’ una chiara indicazione di cosa sta per accadere nell’economia albanese.
