Il consiglio municipale di Tirana ieri sera ha frettolosamente approvato, senza discussione in aula, il nuovo provvedimento per le tasse comunali, dopo che il precedente provvedimento aveva scatenato le proteste del piccolo business.
Il provvedimento rispecchia quanto preannunciato da alcuni media, ma la sorpresa e’ la riduzione della tassa per il passaggio delle proprieta’ immobiliari per le zone facenti parte degli ex municipi attorno a Tirana, che certamente non era tra le richieste dei protestanti.
Infatti a Dajt, Farkë, Kashar, Bërzhitë, Pezë, Baldushk, Vaqarr, Petrelë, Krabë, Ndroq, Shëngjergj, Zal-Herr e Zall-Bastar la tassa e’ stata ridotta da 5 a 7 volte rispetto a quanto approvato a fine dicembre 2015.
La relazione che accompagnava il draft del provvedimento spiega: “Ky ndryshim vjen si rezultat i interpretimeve në raport me ndryshimet e fundit në ligjin “Për sistemin e taksave vendore” dhe vështirësitë e aplikimit në praktikë nga institucionet përgjegjëse të niveleve të miratuara.”
Tale affermazione e’ assolutamente risibile, in quanto sono stati cambiati solo i numeri e non si capisce proprio quali maggiori difficoltà’ tecniche ci siano ad incassare 10 invece di incassare 5, oppure 2.
Anche il riferimento alla nuova versione della legge per le tasse locali non trova alcuna spiegazione.
Quello che si capisce, invece, e’ ben altro:
- Di sette tasse una e’ stata abolita, due invece sono state ridotte, quindi le entrate pianificate dalla Bashkja sono state ridotte, cioe’ il budget di spesa del municipio di fatto e’ stato diminuito.
- La riduzione del budget conseguente al mancato introito causato dalla riduzione delle tasse per il passaggio di proprieta’ avrebbe potuto essere utilizzata altrimenti per ridurre ulteriormente le tasse sul piccolo business.
- I veri beneficiari di questa riduzione della tassa sul passaggio di proprieta’ sono i proprietari immobiliari nei comuni della fascia attorno a Tirana, alcuni dei quali sono luoghi esclusivamente agricoli, dove ci sono pochissime compravendite, ma altri come Dajt o Farka sono i luoghi dove gli Oligarchi albanesi hanno costruito le loro ville esagerate, in una sterminata distesa di villaggi di lusso recintati e sorvegliati da guardie private. E sono ville difficili da vendere.
Quindi, ancora una volta, senza nessun riguardo per il popolo, sfruttando beffardamente la protesta inconsapevole di tanti uomini normali che lottano per dare un futuro ai propri figli, il monarca e il suo nuovo giullare hanno tolto ai poveri per dare ai ricchi, ai loro ricchi, a quelli che hanno costruito le loro ville, ai magnati dei media, ai Mane, ai Mene, ai Papuli, agli Irfan, e debitori vari, e ai loro complici e servitori di medio livello, notai, giudici, procuratori, avvocati, fiscalisti, e soprattutto funzionari delle banche e delle tasse. In definitiva, in un mondo giusto il loro servilismo deve essere premiato.
Questo e’ il socialismo di Rilindja, e non avete ancora visto tutto.
