Sulla carta politica dell’Albania c’e’ un triangolo che per Edi Rama e’ come il famoso e triste Triangolo delle Bermude, al centro del quale, salvo improbabili colpi di scena, finira’ per inabissarsi l’aereo del suo governo, facendo scomparire nel nulla quella Rilindja, tanto annunciata, quanto mai avvistata dai cittadini albanesi.
Quel triangolo e’ delimitato da tre questioni politiche che sono quelle che spiegano la scena di questi giorni.
La prima e’ la questione di Ben Blushi, deputato PS di lungo corso, membro della direzione del partito, da molto tempo apertamente contrario alla condotta di Rama sia nel partito che nel governo, e oggi pure autocandidato a capo del partito in una gara che non c’e’, aggredito verbalmente in piu’ occasioni sia da Rama che dai suoi fedeli. Blushi pone al partito delle pregiudiziali di legittimita’, per via delle palesi (e di fatto accettate) violazioni dello statuto messe in atto arrogantemente da Rama, grazie alle quali il vertice del partito non si e’ piu’ riunito per anni e i mandati degli esponenti di vertice, Rama in primis, sono scaduti da tempo. Non c’e’ alcun dubbio che Rama otterra’, da un partito sempre piu’ popolato da suoi servitori, una vittoria formale e quindi una rilegittimazione del suo mandato, ma le aspre critiche di Blushi hanno aperto delle crepe politiche difficilmente sanabili, con una probabile scissione di fatto della ultima componente storica del PS. Una scissione che potrebbe costare carissima alle prossime elezioni. La cosa piu’ difficile da comprendere e’ perche’ Rama si sia portato in una posizione politica cosi’ stupida e sbagliata, con tutte le argomentazioni tecniche a favore dei suoi avversari. Distrazione o arroganza che sia, e’ comunque una premessa poco felice per un politico che sta violando tutte le regole interne da lui stesso volute, mostrandosi come un dittatorucolo all’interno del partito.
La seconda e’ la questione del Parco del Lago, dove per ordine di Rama, e in violazione di tutte le leggi e procedure ufficiali, il sindaco Veliaj sta cercando di costruire un contestatissimo parco-giochi per bambini. La questione, inizialmente percepita esclusivamente come una questione ambientale, grazie ai ripetuti errori di Veliaj e dei suoi tirapiedi e’ diventata una questione di pura legittimita’ e di arroganza del potere. In sintesi tutta la procedura seguita dal comune per effettuare questo investimento e’ al di fuori dei dettami della legge, mancano licenze e master plan, manca la valutazione dell’impatto ambientale, manca la supervisione, manca la consultazione pubblica, manca tutto, c’e’ solo una forte volonta’ politica di realizzare il parco giochi, anche a dispetto del mondo, anche in palese violazione delle leggi. Ma in questa aperta violazione delle leggi e dei regolamenti mancano alcune firme, cioe’ non tutte le funzioni coinvolte hanno voluto assumersi una tale grave responsabilita’, in particolare i ministri dell’LSI di Ambiente e Giustizia, la cui approvazione e’ obbligatoria per legge, non hanno firmato alcunche’. Ed e’ molto probabile che una tale omissione non sia casuale, e che tale fatto verra’ utilizzato nella diatriba che da tempo vede impegnati PS e LSI. Ma perche’ Rama si e’ fatto coinvolgere in una questione dove puo’ solo perdere? Perche’ mostrare al popolo un leader politico e di governo che viola apertamente le leggi, ma solo quando questo fa comodo ai suoi amici? Perche’ violare le procedure proprio su un argomento irrilevante e per niente urgente o vitale? Per convincere tutti che lui e’ il nuovo Enver Hoxha, e che tutti devono avere paura di lui? Per infrangere frontalmente il muro degli ambientalisti in modo da aprire il Parco del Lago allo sfruttamento edilizio indiscriminato gia’ pianificato da molti anni? Perche’ entrare violentemente in collisione con quella (pur negata) societa’ civile da cui pretenderebbero di venire sia Rama che Veliaj?
E’ solo la terza questione che puo’ dare una spiegazione attendibile ai dubbi sul comportamento politico di Rama sollevati dalle prime due questioni, e infatti nessuno puo’ credere che Rama e i suoi fedelissimi abbiano perso a tal punto la lucidita’ da infilarsi in una tale complicata situazione senza un motivo concreto: e la terza questione e’ quella delle Piramidi degli Oligarchi, cioe’ il tema della bancarotta ormai praticamente incontrollabile, del sistema economico pseudo privato che regge, e che si regge, sul sistema politico affaristico albanese.
Abbiamo scritto nei giorni scorsi che 35 gruppi economici praticamente falliti non riescono a ripagare i 600 milioni di euro di debiti che hanno con il sistema bancario albanese, sistema che e’ di fatto paralizzato da quell’enorme massa di crediti inesigibili. E abbiamo scritto anche che c’e’ un misterioso progetto del governo per cercare di salvare dal fallimento almeno la meta’ di quei 35 grandi debitori.
La mancanza totale di trasparenza sulla questione, voluta dal governo ma con la complicita’ degli altri attori (Banca Mondiale, IFC, FMN, Banca d’Albania), non consente prima di comprendere, e poi di spiegare al pubblico, cosa il governo stia cercando di fare, ma le esperienze sul tema nei paesi vicini non mancano, e purtroppo tutte queste storie sono finite sempre nello stesso modo.
E una esperienza in materia c’e’ pure in Albania: il fallimento delle aziende piramidali del 1997, che si e’ concluso con un danno politico, economico e sociale, molto superiore a quello che era il reale danno finanziario.
Probabilmente e’ proprio il ricordo di quell’esperienza che occupa il primo posto nei pensieri del Primo Ministro, il quale si ritrova ingarbugliato in un groviglio di situazioni tutte interconnesse l’una con l’altra.
Infatti tra i principali debitori insolventi del sistema bancario ci sono anche i principali proprietari di media, che pero’ sarebbero pure i principali beneficiari occulti del minacciato saccheggio urbanistico del Parco.
Nella loro miopia economica, sono stati proprio loro, anche se in tempi diversi, a tentare operazioni immobiliari nell’unica zona dove si puo’ ancora vendere con grande guadagno, sia per dare fumo negli occhi alle banche che per chiudere qualche debito, anche se ogni economista aziendale di buon senso comprende che per salvare quelle aziende serve molto di piu’ di un palazzo o di un parcheggio sotterraneo, anche se in buonissima posizione.
Per mantenere vive queste aziende grandi debitrici, vere e proprie voragini finanziarie, servono molti soldi, da raccogliere tramite il sistema fiscale aumentando le tasse, e da distribuire tramite appalti e concessioni a lungo termine, senza nessuna reale attenzione verso la poverta’ crescente e verso quelle politiche sociali invocate da Blushi e da tanti socialisti della base, e con poco riguardo alla legalita’ invocata sia da Blushi che da quella societa’ civile impegnata al Parco, e infine senza alcun riguardo per ogni risorsa non rinnovabile ancora non saccheggiata, dal Parco del Lago alle spiagge della costa Jonica albanese.
L’emergenza, quella vera, e’ quella economica, e se saltano le grandi aziende debitrici rischiano di innescare una frana difficile da controllare, sotto la quale potrebbe annegare il governo.
Da dove iniziare? Da quelle aperture che chiede Bushi? Non se ne parla proprio, i soldi ci servono per tenere a galla i nostri mandanti. Con la legalita’ non si prende niente, ne nel Parco ne nel Partito, e dal Parco si prende solo se si costruiscono grandi palazzi. Intanto e’ meglio che si parli del Parco, che lasciare che la gente parli e si interroghi sul problema delle nuove Piramidi, e degli Oligarchi che le hanno costruite.
E cosi il governo e’ costretto ad impegnarsi in un accanimento terapeutico per tenere artificialmente in vita i suoi moribondi mandanti-carnefici almeno fino alle prossime elezioni, concedendo loro il diritto di bottino sul Parco e sulle finanze pubbliche.
Poi chi vivra’, vedra’.
