Il governo ha mandato al Parlamento un progetto di legge (mai pubblicato sul sito del governo e nemmeno sul sito del KEK) che modifica la legge sulle Camere di Commercio.
Gli unici provvedimenti pratici previsti dal progetto di legge sono:
- di rendere obbligatoria l’iscrizione alla Camera di Commercio di tutte le persone giuridiche registrate al QKR
- di rendere possibile che il Capo dell’Unioncamere (Bashkimi i Dhomave) albanese non sia piu’ un dipendente a tempo pieno ma possa essere anche una persona con altri incarichi
- di definire che il 30% delle quote annuali di iscrizione vada a finanziare l’Unioncamere (Bashkimi i Dhomave)
- di dare all’Unioncamere (Bashkimi i Dhomave) il diritto di vigilanza sulle associazioni di business che si chiamano “camera”
- di ridurre a 50 il numero minimo degli iscritti delle Camere di Commercio Estere in Albania.
- di incoraggiare il sistema di rappresentanza territoriale (oggi quasi totalmente privo di senso pratico) a tutto svantaggio dell’associazionismo di categoria (ad esempio l’associazione dei faconisti) che invece ha un significato, un efficacia operativa e rappresentativa del business, grazie alla condivisione di problemi comuni ad un gruppo di aziende simili tra loro.
Questo progetto di legge dimostra ancora una volta il metodo che il governo di Rilindja vuole applicare all’economia del paese.
Infatti il sistema delle Camere di Commercio in Albania non ha alcuna utilita’ pratica, non offre servizi reali agli aderenti, non effettua studi sul mercato, non offre ai potenziali investitori stranieri alcuna informazione affidabile, ma serve solo per ricevere e incanalare delegazioni straniere, ricevere inviti alle fiere all’estero e sovvenzioni da donatori istituzionali esteri, e infine ad organizzare qualche inutile fiera locale dove tutti conoscono gia’ tutti. Per questo motivo sempre meno imprese albanesi e straniere si associano al sistema camerale, con gravi conseguenze per il budget delle Camere e gravissime conseguenze per il budget del Bashkimi i Dhomave che in questo modo non possono piu’ organizzare viaggi di piacere all’estero, sia pur mascherati da delegazioni di affari o da partecipazioni a fiere, ospitando invece politici, amanti e amici.
In tutto il mondo le Camere di Commercio sono associazioni private e volontarie, che a volte prendono qualche sussidio dallo stato per determinati progetti, ma quasi sempre devono vivere con i proventi delle quote associative e dei servizi che riescono a vendere alle imprese associate. Fanno eccezione la Francia e l’Italia, due paesi dall’impostazione statalista, ma anche in Italia il governo Renzi ha azzerato i trasferimenti dello stato alle Camere, lasciando un obbligo di iscrizione poiche’ le Camere in Italia almeno gestiscono il Registro Commerciale (il nostro QKR) che e’ un servizio di pubblica utilita’..
Dopo un periodo in cui l’iscrizione era obbligatoria (e assai costosa, visto che le imprese erano quasi tutte straniere) anche in Albania e’ arrivata presto la stagione della non obbligatorieta’ dell’iscrizione, ma il governo socialista vuole reintrodurre l’obbligo, lasciando all’Assemblea del Bashkimi i Dhomave la facolta’ di fissare la quota annuale, di cui un terzo finanziera’ proprio il budget del Bashkimi, il cui board avra’ pure il diritto di fissare i compensi dei dipendenti e dei membri stessi del board.
Ma l’assemblea si deve riunire “almeno” una volta ogni quattro anni e in questo modo il lusso dei dirigenti quasi pubblici e dei loro consulenti esterni e’ garantito per un lungo periodo, sottratto alle scocciature di dichiarazione delle proprieta’ e dei redditi, alimentato da un mostruoso diritto autonomo di imposizione fiscale, e solo sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’Economia, che in questo modo diventa il padrone assoluto di un meccanismo pubblico-privato oltre ad ogni limite di decenza.
Si tratta evidentemente di una ulteriore evoluzione del sistema concessionario saccheggiatorio gia’ messo in atto partendo dal Rapiscan e continuando con Check Up, Sterilizzazione, e infine TVSH, con evidenti mancanze costituzionali, se non logiche, e pesanti conseguenze su un sistema delle imprese gia’ affaticato. E tutto fatto di nascosto. Come sempre.
