L’intervista a Top Story dell’ex (due volte) primo ministro Pandeli Majko spiega chiaramente il concetto base sul quale si basa la filosofia politica del Partito Socialista.
Secondo Majko la posizione espressa da Ben Blushi (per il mancato rispetto delle regole statutarie del partito, della legge sui partiti, e della Costituzione) e’ giusta, cioe’ e’ vero che Rama non ha rispettato le regole del gioco, ma questo e’ giustificato dalla situazione generale e dallo scopo finale, cioe’ governare il paese e costruire lo stato.
Sempre secondo Majko, sia Berisha, sia lui stesso, che Meta, che infine Rama non potevano governare questo paese senza essere “kokederr” (testadura).
Quindi secondo Majko quando si governa e’ normale, se non legittimo, non rispettare le regole statutarie, quelle di legge e infine la Costituzione.
Questa logica spiega e giustifica una serie di fatti e di situazioni che hanno turbato gli albanesi negli ultimi anni: concessioni, tender ai soliti amici, leggi contro la liberta’ di stampa, congressi a porte chiuse, assenza di trasparenza, decreti che annullano leggi; ma spiega e giustifica anche Gerdec, 21 gennaio, assoluzioni cinque a zero, sono tutte dirette conseguenze di questo principio: se vuoi governare l’Albania devi essere “kokederr”. E insistere.
Il principio politico e filosofico del “kokederr” puo’ essere riassunto e spiegato anche in termini piu’ semplici: nel modello di “democrazia” proposto dal Partito Socialista deve vincere chi ha piu’ volonta’ di dominio.
Oppure, come espresso in modo piu’ elegante gia’ a meta’ del 17-mo secolo con una frase di Luigi XIV, re di Francia: “L’etat ce moi” (lo stato sono io). Ed e’ questo lo stato che i Rilindas ci vogliono imporre.
Nel giorno della visita di Flackenstain e di Kukan, il messaggio di Majko e’ molto chiaro, ma gli albanesi vorrebbero andare la dove sono tornati Kukan e Flackenstain, lasciando in Albania tutti i “kokederr”.
