Che l’Albania stia entrando in Europa si vede nei dettagli e nell’atteggiamento da NGO sempre piu’ diffuso nei discorsi dei politici albanesi.
Il Ministro della Difesa Mimi Kodheli, ad esempio, con tutto lo staff del ministero, ha portato un tocco di femminilita’ e di ambientalismo nell’austero mondo militare, creando una grande photo-opportunity per la stampa albanese, che ha potuto riprendere ministro, generali e soldati mentre piantavano 1.000 ulivi a Gerdec, un luogo altamente simbolico.
“Questa e’ una operazione tra le piu’ importanti delle Forze Armate, e proprio in una zona simbolo del loro cattivo uso, da un posto di morte riportiamo Gerdec in un luogo dove fiorisce la vita verde” ha dichiarato la ministra, proseguendo in un lungo commento elogiativo alla moratoria dei boschi, definendola come una delle riforme piu’ grandi fatte dal governo. “Quelli prima di noi ci hanno lasciato un ambiente pulito, cosi come abbiamo il dovere di lasciarlo ai nostri figli. Oggi abbiamo piantato mille piante, ma e’ come se fossero nati mille bambini.”
Che la moratoria dei boschi sia stata una delle cose piu’ importanti fatte da questo governo lo stavamo temendo da tempo, ma non abbiamo capito se il messaggio della Kodheli fosse una sfida per il suo collega dell’Ambiente Koka, o per il suo collega dell’Agricoltura Panariti, o addirittura per il Segretario di Stato USA John Kerry, in arrivo a Tirana la prossima settimana.
Sicuramente Kerry rimarrebbe molto impressionato dall’immagine “politicamente corretta” delle Forze Armate Albanesi, ma probabilmente preferirebbe avere qualche conferma in piu’ dell’impegno albanese nella NATO.
