Il mega progetto del porto di Kerpen: delirio, truffa o semplice incapacita’?

exit.al 20 Korrik 2016, 10:55

Un porto in acque profonde, con zona libera da 1.700 ettari, una zona residenziale, un impianto di rigasificazione del gas liquefatto, una termocentrale, una serra tecnologica e infine una accademia sportiva, manca solo l’aeroporto e la stazione per il lancio dei missili spaziali.

Per un totale di 5 miliardi di dollari di investimenti da realizzare in 5 - 10 anni.

Questo in estrema  sintesi  e’ tutto quello che si sa di un misterioso progetto “Morgan” da realizzare mediante una legge speciale presentata dal governo al Parlamento il 14 luglio in una insolita assenza di propaganda, come sarebbe invece normale attendersi date le dimensioni dell’investimento.

La relazione (preparata dai ministeri di Economia, Trasporti ed Energia) che accompagna il progetto di legge prevede investimenti medi annui (esteri) pari al 57% del GDP, che sarebbe una overdose di investimenti capace di distruggere ogni tipo di economia, ma questo evidentemente e’ solo un grossolano errore.

Infatti se dividiamo i 5 miliardi di dollari, cioe’ 4,5 miliardi di euro in 5 anni, fanno 900 milioni di euro all’anno, cioe’ l’8 – 9% del GDP, se lo dividiamo in 10 anni arriviamo al 4 – 4,5% del GDP, un numero piu’ ragionevole, ma sempre una fortissima spinta per l’economia albanese, anzi quasi uno stress.

Il progetto secondo il documento che accompagna il progetto di legge, produrra’ ben  6.000 posti di lavoro durante il cantiere, che diventano 70.000 al termine del cantiere dopo 5 anni.

Il luogo dove dovrebbe sorgere questo importantissimo investimento e’ Karpen, nella Bashkja di Kavaja, e questo forse spiega l’insistenza con cui il Primo Ministro difende l’attuale sindaco, coinvolto nel processo di decriminalizzazione. Il piano regolatore di Kavaja, che sara’ presentato a settembre, e’ stato affidato ad Atelier 4 di Alban Eftimiu, notoriamente anche lui vicino al Premier Rama. Forse allora sara’ possibile avere qualche informazione in piu’ sul progetto. Sicuramente sara’ una coincidenza, ma occorre segnalare che proprio a Karpen il noto petroliere Beso Sulaj, piu’ conosciuto come il proprietario di Taiwan, e’ proprietario di molte decine di ettari di terreno sulla costa.

La societa’ “Star Bridge Port Developments Limited” e’ una cosiddetta P.O. Box company (societa’ casella postale, che in Gran Bretagna si comprano gia’ costituite pagando pochi pounds), con un capitale minimo (100 pounds) che, guarda caso, il 26 giugno 2016 e’ stata integralmente venduta dai due precedenti soci ad una societa’ di Singapore (ONE GATE ASIA PTE LTD, presumibilmente un’altra P.O. Box company) di cui non si  hanno  altre notizie. Si tratta insomma di un’altra puntata del solito film sulle offshore companies, gia’ rivelato e commentato nello scandalo Panama Papers. Giusto per riferimento, uno dei grandi oligarchi albanesi, Zamir Mane, ha operato spesso con societa’ di comodo basate a Singapore.

La relazione al progetto di legge non fa’ riferimento a nessuno dei documenti governativi di pianificazione strategica per i trasporti (e nemmeno alla strategia di utilizzo delle coste, recentemente presentata dalla Ministra Gjermeni), che infatti non prevedono alcun intervento del genere, pero’ dichiara che oggi in Mediterraneo non esiste un porto in grado di ospitare le grandi navi post-Panamax, e questo e’ totalmente falso, basti guardare a Gioia Tauro in Calabria o a Rjeka in Croazia.

Stupisce la sproporzione tra una nave post-Panamax (capace di contenere circa 15 – 18.000 container) e l’attuale traffico container del porto di Durazzo (circa 110.000 container annui, pari a 6 navi post-Panamax all’anno).

Colpisce pure la dimensione della zona libera prevista in 1.700 ha, quando il governo sta facendo il giro del mondo pur di riuscire a trovare investitori per una zona libera da 100 ha a Spitalle e una da 61 a Koplik.

Interessante anche l’impianto di rigassificazione del LNG (gas naturale liquefatto, che arriva dal Qatar su grandi navi cisterna) che finirebbe per configgere immediatamente con l’ipotesi di distribuire in Albania il gas del TAP, mentre appare a dir poco sproporzionata l’annessa termo centrale a gas da 1.200 MW quando il consumo dell’intero progetto di Kerpen sarebbe circa 130 MW.

Ancora piu’ curioso  il progetto di costruire una  nuova zona  residenziale (con la previsione di spostamento degli attuali residenti) a pochi chilometri da una zona turistica con enormi volumi residenziali gia’ edificati e praticamente mai  sfruttati.

Nessuna spiegazione della logica che avrebbe la presenza, all’interno di questo progetto industriale, di un’accademia  sportiva, forse destinata a rimpiazzare la pista di atletica dell’ Stadio Qemal Stafa prima che Luiza Gega vada alle successive Olimpiadi di Tokyo nel 2020.

Infine incuriosiscono pure i (presunti) autori del progetto citati dalla relazione al progetto di legge come grandi studi di progettazione inglesi e americani: AECON (grande societa’ di progettazione americana specializzata nel settore difesa, l’unica che dichiara di aver realizzato  qualcosa in Albania: un impianto di neutralizzazione di armi chimiche), SFTA (acronimo che  non risulta rintracciabile su Google), Ramboll (societa’ di progettazione e consulenza danese con 10.000 esperti, che in Albania ha sviluppato solo un progetto contro la corruzione nel 2007), RVT Architects (l’unica cosa che emerge da Google e’ la RVT Architects LTD, societa’ registrata nel 2015 in Gran Bretagna presso un indirizzo dove le autorita’ giudiziarie inglesi hanno da pochi giorni finito di liquidare un network di societa’ fasulle attive in truffe al credito, e infine Summa (grande  impresa di costruzioni turca, presente in molti paesi e specializzata soprattutto sul turismo).

L’ultimo dettaglio veramente sorprendente e’ che, in tutta la relazione del progetto di legge, mai si riesce a capire chi sarebbe l’investitore che metterebbe 5.000 milioni di dollari in Albania, come se al Parlamento albanese questo fatto non debba interessare affatto.

Ma la cosa piu’ curiosa e’ la procedura che il governo starebbe seguendo:

Il Parlamento ha appena approvato una  legge “Sugli investimenti strategici”, proposta dal ministro Ahmetaj, che stabilisce una procedura per essere riconosciuti come investitori strategici, procedura che dovrebbe essere  gestita da AIDA, la quale poi passa tutto al governo per la successiva concessione; in caso di investimenti molto alti la legge prevede lo “status particolare” con la relativa possibilita’ di  avere una legge del parlamento per assicurare al massimo livello possibile l’investitore sulla proprieta’ dei terreni e sulla affidabilita’ del contratto.

All’improvviso esce questo progetto di legge che, senza dare alcuna  notizia sul progetto, stabilisce una nuova procedura (invece di quella gia’ precisata dalla legge sugli investimenti stranieri) che ha l’unico scopo apparente di dare al Ministro dell’Economia il potere di firmare un generico contratto (miliardario, con mostruosi impatti economici e sociali, e non solo positivi) con una determinata societa’, peraltro una SPV con capitale minimo (una special purpose vehicle, una  scatola vuota appositamente costituita  per firmare un contratto), senza definire alcun termine per il contratto stesso se non un generico riferimento a “projektimin, ndërtimin, operimin, mirëmbajtjen dhe menaxhimin e Portit të Karpenit, zonës mbështetëse të portit dhe asaj ekonomike”.

Nessun riferimento ad una approvazione (o almeno di una positiva valutazione) del progetto da parte di AIDA, organismo deputato a tale compito dalla pur citata legge  “Sugli investimenti stranieri”.

Meno male che il progetto di  legge stabilisce che il contratto, una volta firmato dal Ministro, deve essere poi approvato dal parlamento.

Delle due l’una, o l’inusuale progetto di legge serve solo a riservare il beneficiario contraente e ad approvare un misterioso progetto, non pubblico o non definito (cioe’ serve a violare le procedure di concessione che prevedono una gara), oppure il progetto di legge serve solo a fare stupida propaganda, cioe’ a creare ingiustificato ottimismo sull’afflusso in un prossimo futuro di capitali stranieri in gran quantita’.

Che sia solo una invenzione per migliorare il clima del business, come spesso i ministri economici dicono essere nel centro delle loro attenzioni?