Ahmetaj lascia trapelare le sue ambizioni

exit.al 28 Shkurt 2016, 09:57

Il nuovo Ministro delle Finanze Arben Ahmetaj alla sua prima uscita all’estero come responsabile delle Finanze albanesi si e’ concesso alla stampa economica specializzata inglese, rilasciando una intervista a Reuters, che e’ la piu’ grande e qualificata agenzia di informazioni economiche del mondo.

Ahmetaj, che ha appena coronato il suo sogno di sostituire Cani sulla poltrona del Ministro delle Finanze, ha immediatamente fatto sfoggio di tutta la sua preparazione economica e politica, invadendo il campo del Primo Ministro con ampie considerazioni sul problema dei rifugiati in Europa, e quello del Governatore della Banca Centrale Albanese sul tema dei tassi di interesse, suggerendo le soluzioni giuste ad entrambi.

Secondo Ahmetaj, se la Macedonia dovesse decidere di chiudere le frontiere ai rifugiati indirizzandoli di fatto in Albania, anche l’Albania potrebbe fare come gli altri stati balcanici, e quindi chiudere anche lei le frontiere, ma – chiude rassicurante Ahmetaj – “L’Albania non andra’ da sola e si coordinera’ con il resto della UE”.

Ma il Ministro Ahmetaj non ha tempo da perdere ed e’ consapevole che il suo primo dovere e’ quello di “accendere” l’economia albanese, che sta iniziando a tirare dopo essere stata colpita dal calo del prezzo del petrolio e dalla crisi greca e da una ininterrotta battaglia contro la corruzione e l’evasione fiscale.

Secondo Ahmetaj, l’Albania sta vivendo una crescita degli investimenti esteri in costante progresso grazie al programma da 330 milioni di euro del Fondo Monetario e al calante livello del debito che ha consentito in questo mese a Standard & Poor di riportare il rating dell’Albania a B+.

Ma anche in questo caso Ahmetaj ha ambizioni e soluzioni giuste: “una crescita del 3,5% nel 2016 e’ gia’ un buon numero, ma il nostro obiettivo e’ di crescere del 4% nel 2017” e per ottenere questo bisogna anche spingere la Banca Centrale Albanese ad abbassare il tasso d’interesse (nonostante sia al livello minimo nella storia, al 1,75%) per almeno un altro anno, “e questa e’ una buona cosa perche’ puo’ sospingere gli investimenti.” – rivela Ahmetaj al giornalista di Reuters.

Ahmetaj deve aver letto qualcosa in proposito negli appunti di uno dei suoi master esteri, ma evidentemente non si e’ accorto affatto che i vari abbassamenti del tasso d’interesse del lek (manovra classica espansiva, messa in atto varie volte negli ultimi anni dalla Banca d’Albania) non hanno sortito nessun risultato, in quanto le banche albanesi hanno molta liquidita’ e non hanno alcun bisogno di rifinanziarsi dalla Banca Centrale, mentre invece hanno dovuto registrare un costante calo della domanda di credito da parte delle imprese, sia a causa delle forti incertezze del mercato interno albanese che dei vincoli sempre piu’ rigidi imposti al sistema bancario per attenuare la incontenibile crescita dei Non Performing Loans.

Ma i cittadini albanesi non dovranno preoccuparsi a lungo, ormai il Ministro Ahmetaj ha dimostrato in questa intervista di essere gia’ lanciato verso un nuovo obiettivo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

O forse mira al premio Nobel per l’Economia?