Nella serata di ieri la Procura albanese ha arrestato per Falso e Riciclaggio Alessandro Donadon, veneto, per aver tentato di incassare assegni per un totale di 640.000 euro tratti su una banca di San Marino.
Gli assegni erano stati versati su un conto in attesa di essere pagati dalla banca di San Marino, la quale non avrebbe confermato l’esistenza dei fondi, nonostante il Donadon avesse mostrato alla banca albanese un estratto conto della banca di San Marino, ma datato 2014, con una giacenza superiore ai 700.000 euro.
Il Donadon avrebbe cercato di giustificare l’operazione spiegando che commerciava in prodotti per i dentisti e che doveva comperare del materiale da un’azienda albanese, mostrando pure le fatture, poi dichiarate false dall’azienda in questione.
Ad una verifica il Donadon e’ risultato avere precedenti in Italia per truffa e assegni falsi.
L’italiano e’ stato arrestato con le accuse di Falso e di Riciclaggio, per le quali il codice penale albanese prevede condanne da tre a dieci anni.
Il Donadon non e’ il primo italiano arrestato per riciclaggio in Albania, ma il confuso resoconto della Procura, in particolar modo se il gruzzolo da riciclare non esisteva, lascia comprendere che piu’ che un tentativo di riciclaggio si sia trattato di una semplice tentata truffa per mezzo di assegni falsi.
La incerta imputazione del reato spiega una volta di piu’ di quanto sia pericoloso, per uno straniero, fare determinate operazioni bancarie in Albania, a causa di una normativa approssimativa e di una sua interpretazione spesso assurda, per di piu’ ampliata dell’ignoranza del personale preposto. In questo caso e’ evidente che il sospetto dell’operatore ha avuto una base concreta, ma la confusione spesso provocata da sportellisti ignoranti mette a rischio di scomodissimi equivoci gli operatori onesti ma non conosciuti. Lo stesso non si puo’ dire per molti “operatori” locali, per i quali il versamento o il ritiro di grandi borse di contanti normalmente non fa scattare nessun segnale di operazione sospetta.
