Perche’ il Parco e’ un vero scandalo ambientale

exit.al 5 Mars 2016, 19:41

La protesta per il Parco di Tirana sta alimentando molte discussioni anche fra la gente comune, e i temi e gli argomenti usati dai principali esponenti politici vengono, come spesso accade, ripresi dai loro fedelissimi, pro o conto il progetto sulla base piu’ di una fedelta’ politica che di un sereno e razionale ragionare sull’interesse pubblico.

Il municipio, evidentemente preso con le mani nel sacco, ha tentato da subito di dividere gli schieramenti nel modo che sembrava piu’ utile politicamente, a favore del progetto ci sono i veri amanti del parco, della natura e dei bambini, cioe’ i buoni, ovviamente del Partito Socialista, contro il progetto ci sono i nemici della societa’, i vandali, quelli che non hanno testa ne figli, cioe’ i cattivi, ovviamente rappresentati dai controriformisti del Partito Democratico.

Cosi i “tromboni” del Municipio e del Governo hanno riempito le trasmissioni televisive di gente che spiegava supposte differenze tra parco e parco urbano, hanno spiegato il bisogno di accrescere la fruibilita’ del parco alle famiglie, hanno argomentato che le piante tagliate erano solo quelle malate e altre argomentazioni tecnico ambientali, lasciando ai rappresentanti del PD argomenti risibili come la riduzione della superficie del parco provocata dalla pista ciclabile, il numero delle piante tagliate e ancora altri sottili argomenti ecologici, come la presenza di ferro e cemento nelle componenti fisse del parco giochi o la pista di gomma invece che di asfalto. Argomenti magari ecologicamente corretti, ma poco percepibili dall’opinione pubblica, che in definitiva non sarebbe tanto scontenta di avere un parco giochi in piu’.

La discussione si e’ spostata su quello che voleva il governo, da un lato i buoni che vogliono far giocare i bambini, dall’altro lato un gruppo di fanatici senza argomenti comprensibili.

Ma quello che sta succedendo al parco e’ veramente una catastrofe ambientale, o meglio un attacco frontale all’ecosistema in cui viviamo, con un danno potenziale altissimo per ogni istanza ecologica: un gruppo di potere sta facendo nel parco i suoi comodi, senza alcun rispetto della legge e delle procedure, e se questo “inquinamento” non viene fermato, ogni sfruttamento successivo sara’ possibile, dal taglio del bosco e la sua edificazione fino al progetto di svuotare il lago per costruire sulla sua superficie.

Infatti un parco, sia esso parco nazionale o parco urbano, e’ tale se esiste una legge che lo definisce nella qualita’, nei confini geografici e nelle modalita’ di utilizzo e di tutela, ed e’ veramente tale se questa legge viene effettivamente applicata.

Se la legge non c’e’, o se c’e’ ma non viene applicata, ogni prato, ogni pascolo, ogni territorio puo’ essere un parco o diventare una discarica, a seconda del desiderio o della maleducazione di chi passa di li. O a seconda dei rapporti di forza “fisica” tra chi lo vuole usare per altri scopi e chi invece lo vuole difendere nella sua naturale condizione.

Se non c’e’ la legge, o se non c’e’ la sua applicazione, non ci sono nemmeno le piante che fanno ombra, o i fiori che profumano, e forse non ci saranno nemmeno i bambini che giocano e le nonne che chiacchierano.

Se non c’e’ la legge non c’e’ nessun futuro per tutto l’ecosistema albanese, di cui gli umani sono solo una parte, e, come dopo un olocausto nucleare, resteranno solo palazzi vuoti e un mondo inanimato.

Solo all’ombra della legge i nostri figli potranno giocare tranquilli, e le piante potranno crescere fino a fare ombra.