Crediti incagliati e propaganda economica

exit.al 3 Mars 2016, 17:25

Nei giorni scorsi la Banca Centrale, impegnata in una serie di comunicazioni rassicuranti, ha comunicato che c’e’ stato un forte miglioramento dell’indicatore delle sofferenze bancarie, passato dal 20,6% di tutto il credito concesso al 17,6%.

Sembrerebbe una buona notizia, ma in realta’ e’ quasi tutta propaganda.

Infatti la riduzione percentuale delle sofferenze non e’ avvenuta per un effettivo pagamento dei debiti incagliati da parte dei debitori, ma solo per qualche ristrutturazione di debiti importanti (quindi quelle posizioni sono passate da “cattive” a “buone”) e per la contemporanea cancellazione di crediti riconosciuti come definitivamente perduti, resa possibile da una nuova normativa della Banca Centrale.

Nel quadro delle iniziative per ridurre la presenza dei crediti incagliati, la Banca Centrale e il Ministero delle Finanze hanno concordato di consentire alle banche di cancellare dai loro bilanci i debiti considerati non piu’ recuperabili (e gia’ completamente approvvigionati) contabilizzando la perdita come una spesa detraibile, cosa che prima non era concessa. Questi crediti verranno contabilizzati nei conti fuori bilancio e le banche potranno continuare a richiederne l’integrale pagamento ai debitori.

Si tratta insomma di una mossa “cosmetica” che riduce l’ammontare visibile dei crediti incagliati ma non ha nessun effetto economico diretto, e soprattutto non rappresenta nessun segnale di miglioramento dei rapporti finanziari tra le banche e i loro debitori.

Ancora una volta la classe dirigente del sistema economico e finanziario albanese preferisce modificare il modo in cui vengono calcolati gli indicatori economici, per poi annunciarne un miglioramento, invece di intervenire sulla sostanza del problema, che e’, e rimane, la mancanza di buoni progetti o di capaci imprenditori da finanziare.