Il Presidente della Commissione Europea Juncker, il Commissario Europeo Hahn e l’Alto Rappresentante per la politica estera Mogherini hanno incontrato a Bruxelles il Primo Ministro della Macedonia Zoran Zaev.
Il motivo della riunione ha riguardato i negoziati in corso nel quadro della redazione di un'agenda comune tra i Balcani Occidentali e l'UE. Si sono concentrati sugli ultimi sviluppi politici in Macedonia e sul programma di riforme del nuovo Governo Zaev.
Nel corso della conferenza stampa congiunta, la retorica utilizzata dal Presidente Juncker, dalla Mogherini e dal Commissario Hahn è simile a quella usata con il Governo dell'Albania.
Il Presidente Juncker durante la conferenza stampa con Zaev ha detto:
“La Macedonia ha compiuto enormi progressi e l’Unione Europea incoraggia il Paese a continuare su questa strada. Anche se è il primo incontro con Zaev, posso dire che questo è l'inizio di una bella amicizia”.
Anche durante la conferenza stampa con il Primo Ministro Rama ha dichiarato:
"Sono impressionato dal progresso, e penso che i prossimi mesi saranno decisivi per l'apertura dei negoziati di adesione all’UE”.
Inoltre, Federica Mogherini ha dichiarato che “l’anno prossimo sarà un'occasione unica per l'intera regione dei Balcani Occidentali per avanzare nel cammino verso l'integrazione nell’UE”.
Poi il Commissario Europeo per l'Allargamento Hahn ha incoraggiato Zaev a cooperare con l'opposizione dell'ex Primo Ministro Gruevski al fine di discutere tra loro e non danneggiare il percorso del Paese verso l'UE.
La stessa retorica per promuovere la cooperazione tra le parti, è stata sottolineata più volte nei discorsi con l’Albania. Per esempio, il 26 agosto 2017, nel corso di una riunione informale con i leader dei paesi dei Balcani tenutosi in Albania, il Commissario Hahn ha incoraggiato il Primo Ministro Rama a cooperare con l'opposizione per andare avanti con le riforme.
Le dichiarazioni degli alti rappresentanti dell'UE sembrano inadeguate, visto che il nuovo Governo Zaev è in carica da un paio di mesi e l’opposizione macedone ha boicottato il Parlamento, bloccando così qualsiasi possibilità di riforma.
