Ci sono storie che fanno rumore, e rumori che creano una storia…
In questi giorni sui media albanesi e’ riapparsa la storia degli aerei ultraleggeri che trasportano droga dall’Albania all’Italia, questa volta senza che sia stato bloccato nessun aereo, ma con foto, filmati e testimonianze dei pastori di Akernia (un piccolo villaggio vicino a Valona) che riportano di aver sentito molto spesso il rumore degli aerei di notte, e di aver visto da lontano dei fuochi che potrebbero essere serviti per guidare l’atterraggio notturno.
La storia degli aerei della droga e’ stata lanciata la prima volta da Sali Berisha, ma le sue dichiarazioni sono state accolte da un coro di voci socialiste scandalizzate, tutte a difesa del Ministero degli Interni Albanese.
Poi e’ successo l’incidente dell’aereo atterrato malamente a Divjaka, con il successivo arresto del pilota italiano e di un complice albanese che lo attendeva a terra, e le polemiche sono continuate.
Un bel giorno l’affare si ingrossa, con la storia della fuga all’estero e successive dichiarazioni esplosive di Dritan Zagani, il poliziotto dell’antidroga albanese, arrestato e processato (subito dopo la storia dell’aereo di Divjaka) per aver aiutato la polizia italiana a fare sequestri di droga proveniente dall’Albania, ma il governo nega ogni tipo di coinvolgimento e dichiara che il poliziotto albanese ha preso soldi dagli italiani, quindi e’ un traditore. Le polemiche infuriano, ma il Ministro degli Interni si discolpa mostrando un atto di vendita della sua auto fatto in palese violazione della legge, ma questo non scandalizza nessuno.
Addirittura il Primo Ministro Rama, prima in una cerimonia davanti a vari ambasciatori (tra cui quello italiano, allora Massimo Gaiani), e poi in una popolare trasmissione televisiva, dichiara che e’ stato un grande successo della Polizia albanese arrestare il poliziotto che passava le informazioni ad un ufficiale della Guardia di Finanza “anche lui compromesso con i narcotrafficanti”.
Nessuna reazione da parte italiana, incredibilmente si lascia linciare un ufficiale stimato, di cui i giornali riportano pure foto e nome, pur di non disturbare gli “amici” governanti albanesi.
Poi la Polizia italiana in Piemonte arresta alcune persone che avevano modificato un aereo ultraleggero per poter trasportare quantitativi di droga piu’ grandi, e le notizie italiane dicono che l’aereo si era recato piu’ volte in Albania, ma ancora una volta il Ministero degli Interni Albanese smentisce categoricamente, organizzando una conferenza stampa con il rappresentante dell’Interpol italiana che timidamente dichiara che l’aereo sequestrato in Italia non stava arrivando dall’Albania (il che era vero, ma era solo una parte della verita’).
Insomma, la reazione e’ stata finora quella di negare tutto, per difendere la bandiera di un governo sempre piu’ compromesso, o perlomeno totalmente incapace di fronteggiare il fenomeno.
Adesso la notizia dello sviluppo di questa nuova modalita’ del trasporto della droga trova un’altra prova, proprio qualche giorno dopo un nuovo accordo (per il controllo delle frontiere con la Grecia, a causa del flusso dei rifugiati siriani) tra il Ministero degli Interni Italiano e quello albanese.
In tanti hanno sentito il rumore, qualcuno ha pure filmato gli aerei sopra a Valona, addirittura i caccia italiani li hanno intercettati, e la Polizia albanese non sapeva proprio niente.
Il Ministro Tahiri continuera’ anche questa volta a negare l’esistenza degli aerei della droga?
