Doing Business Report: l’Albania è ultima nella Regione

exit.al 1 Nëntor 2017, 19:05

Secondo la recente pubblicazione del Doing Business Report 2018 da parte della Banca Mondiale, l'Albania è molto indietro rispetto ad altri paesi della zona dei Balcani Occidentali in termini di facilitazioni per le imprese e per gli investimenti esteri.

Dei 190 paesi esaminati, la Macedonia si è classificata all’11° posto, il Kosovo al 40° posto, il Montenegro al 42° posto, la Serbia al 43° posto, mentre l’Albania si è classificata al 65° posto e la Bosnia al 86° posto.

In estate i paesi dei Balcani occidentali avevano concordato di lavorare per la creazione di uno spazio economico regionale, che

“consentirà il flusso senza ostacoli di beni, servizi, capitali e manodopera altamente qualificata, rendendo la Regione più attraente per gli investimenti e per il commercio, accelerando la convergenza con l'UE e portando la prosperità a tutti i suoi cittadini”.

E’ evidente che le economie più forti e più competitive beneficeranno maggiormente di questo regime di libero scambio, e questo attualmente non include l'Albania.

Il leader dell’opposizione Lulzim Basha, nel commentare il rapporto, ha dichiarato:

“L’Albania ha perso 7 posti nella valutazione di Doing Business 2018. Il fattore principale di questo peggioramento è l'aumento delle imposte e delle tasse, che ha provocato un calo di 28 posti. Il rapporto dichiara che il 37,3% del profitto se ne va per tasse e contributi, mentre il Governo ci mette molto tempo per rimborsare l’Iva.

Gli investitori che vogliono investire nei Balcani, vedono l’Albania come l'ultima scelta. I paesi limitrofi sono quelli più inclini ad attirare gli investitori stranieri”.

Il pacchetto fiscale per il 2018, proposto recentemente dal Governo Rama, non sembra porre rimedio a questa situazione. Secondo un’analisi di Gjergj Erebara per Reporter, le modifiche legislative proposte dal Governo concentrerebbero notevole potere nel Primo Ministro, e darebbero agevolazioni fiscali solo per una manciata di oligarchi facoltosi vicini al Governo.