Vorrei sollevare una domanda che forse gli altri hanno pensato, ma non hanno portato completamente alla ribalta. Dopo aver letto diversi articoli per quanto riguarda la situazione della cannabis in Albania, vedo che molte questioni sono state sollevate, ma non quelle fondamentali. Sembra che qualcosa, qualche fatto od opinione, striscia sotto il tappeto, accidentalmente o intenzionalmente.
Il fenomeno della cannabizzazione dell’Albania è triste, soprattutto per le giovani generazioni, perché sono gli unici a soffrire. Ma la cannabis è un prodotto che soddisfa una richiesta. Viene piantato secondo un piano e non per impollinazione casuale di creature svolazzanti della natura. Quindi, la mia domanda è: Da dove proviene questa richiesta?
Molte tonnellate di questa sostanza sono state sequestrate nei porti italiani, perché questa è la porta d'ingresso per l’Europa. L'Albania è il fornitore, mentre la domanda è presumibilmente in Europa. Con le tecnologie avanzate, come i droni, è abbastanza facile scovare i responsabili dal lato dell'offerta. Ma, non si capisce se li vogliono prendere per davvero.
Ora mi permetto di affrontare un altro problema. E questa volta vengono messi sotto i riflettori i personaggi dello spettacolo, come i cantanti e gli artisti. Ogni adolescente ha un idolo, un cantante, un artista, del quale ama e canta tutti i testi.
Senza nominare nessuno in specifico, quante volte avete sentito una canzone, albanese o straniera, che menzionava esplicitamente la marijuana e la cocaina in paricolare? Perché questi “artisti” cantano testi che parlano dell’uso di queste droghe? E nessuno dice niente? Anzi, questi “artisti” continuano ad essere i nostri modelli, le persone che influenzano la nostra vita, il nostro aspetto e il nostro comportamento.
E quando questi “artisti” rilasciano un'intervista per uno show televisivo, perché il conduttore non gli chiede conto di quello che mostrano nelle loro clip o cantano nelle loro canzoni?
Ora lascio questo argomento e dico dove voglio arrivare con tutto questo: voglio parlare seriamente del consumo di droga. Non serve lanciare slogan ai bambini nelle scuole, tipo “Non fare questo, non fare quello”, perché non ascoltano la nostra morale. I bambini delle scuole vogliono qualcuno che mostra loro la strada giusta.
Vorrei che analisti professionisti mostrassero il coraggio e offrissero idee innovative. Invece di lanciare dalla finestra argomenti come pietre, invece di fare un disastro, devono diventare coraggiosi e parlare apertamente del consumo e dell’abuso di droga, perché ci sono diverse sfaccettature al problema della cannabis. Ci sono i criminali, la politica, la polizia, la propaganda, ma ci sono anche i bambini.
