C'è lavoro ma non ci sono i professionisti

exit.al 1 Nëntor 2017, 07:36

Nel febbraio 2016 il Primo Ministro Edi Rama ha rilasciato una dichiarazione sugli elevati livelli di disoccupazione presenti in Albania: “Ci sono posti di lavoro, ma non ci sono professionisti in grado di soddisfare tale esigenza”. E ha proseguito:

“Questo è il problema: abbiamo favorito per anni una farsa, facendo entrare in università tutti e dando diplomi senza valore a tutti. Il diploma dice che sei un avvocato, ma sei anche semi-analfabeta”.

Questa dichiarazione è stata successivamente riportata nei media: “C’è lavoro, ma non ci sono i professionisti”.

Nel luglio 2017 Rama ha pubblicato, sul suo account Facebook, una lista nera di 100 funzionari che non avrebbero svolto il loro lavoro in maniera corretta verso i cittadini. Sempre in quel mese, Rama ha licenziato in diretta Facebook i direttori degli ospedali (ad eccezione di due). Recentemente il Ministro della Giustizia Etilda Gjonaj ha sparato contro diversi direttori delle carceri.

In tutti i casi di cui sopra, il Governo ha aperto nuove procedure applicative per riempire queste posizioni di dirigenza, ma le prime indicazioni sono che si incontrano notevoli difficoltà per trovare i “professionisti” che sono necessari. Ieri il Ministro Gjonaj ha annunciato di voler prorogare la scadenza per la presentazione delle domande per i 35 posti disponibili nell’Ufficio del Registro, dopo che molte domande si sono rivelate non all’altezza:

“Più di 15 giorni fa il Ministero della Giustizia ha annunciato le posizioni disponibili negli uffici del registro di tutta l'Albania. Abbiamo avuto candidati deboli. Il 25% di loro non soddisfa i requisiti legali formali. Non si riescono ad avere buoni professionisti locali per poter permettere a questi uffici di funzionare normalmente”.

Perché non ci sono professionisti? Le origini di questo problema sono da ricercare in due aree: il sistema di istruzione e lo stile di Governo di Edi Rama.

E’ vero che il sistema di istruzione pubblica, troppo costoso e senza fondi, manda fuori, anno dopo anno, economisti e avvocati sotto qualificati. Il recente rapporto di accreditamento dell'Università di Tirana dice molto a riguardo. Senza profonde riforme e investimenti strutturali e sostanziali in materia di istruzione pubblica, questa situazione non cambierà nel prossimo decennio. Purtroppo il Ministero della Pubblica Istruzione non ha tali piani, e le università private sono ambienti improbabili per coltivare dedizione per l'apparato statale.

La seconda ragione è di natura strutturale. Nel momento in cui tutte le posizioni di gestione di medio livello nel servizio civile sono sotto costante, minaccia personale del Primo Ministro, quando l'impiegato pubblico “con responsabilità” può essere licenziato a piacere, sulla base di semplici voci o denunce che Rama pubblica su Facebook, l’appeal di questi posti di lavoro diventa molto basso.

Nelle burocrazie normali, i candidati naturali a ricoprire gli incarichi di amministratori sarebbero i funzionari stessi che vogliono fare carriera. Ci sarebbe una competizione naturale all'interno degli uffici per ottenere la promozione. La formazione interna e la creazione di capacità da parte della burocrazia faciliterebbero questo ciclo professionale naturale.

Il fatto che il Ministro della Giustizia ora lamenti il basso livello dei candidati indica che anche all'interno di questi uffici non c'è conoscenza e non ci sono capacità sufficienti a ricoprire la carica di dirigenti. Il problema quindi non è solo che non ci sono professionisti esterni al Governo che vogliono lavorare. Non ci sono professionisti neanche all’interno. Questo è il risultato di una politicizzazione approfondita della burocrazia, che continua ad essere rafforzata dallo stesso Primo Ministro.