Domenica stavo seduto in uno dei locali del centro di Tirana quando al tavolo di fianco al mio si siedono un gruppo di delegati reduci dal congresso del Partito Socialista, sicuramente provenienti da una remota regione dell’Albania.
In Albania, si sa, tutto avviene nei tavolini dei bar, anche le cose piu segrete, e i delegati cominciano a commentare il congresso a voce alta, ed io non posso non sentire.
Tra loro, un signore di una certa eta’, sicuramente reduce da ben altre battaglie, con tono autorevole e voce chiara e ferma descrive la sconfitta di Blushi come un risultato degno di nota, sottolineando i numeri che testimoniano la forza di Rama.
Una signora, non piu’ bella e giovane, gli risponde serenamente che anche lei ha votato contro Blushi per disciplina di partito ma che, se le cose dovessero continuare cosi’, alle prossime elezioni sicuramente votera’ per l’LSI di Ilir Meta.
Gli altri commensali non si scompongono, anzi annuiscono senza commentare. E io pago la mia birra e me ne vado.
Questa conversazione, nella sua splendida semplicita’, ci racconta tre cose non cosi’ banali.
Che razza di popolo siamo: schiacciati da una serie illimitata di piccoli ricatti personali, ci rifacciamo alla disciplina di partito anche nel congresso del partito, che dovrebbe essere il luogo piu’ santo per esprimere le proprie opinioni, come alibi indecente per la paura atavica di dire cio’ che pensiamo. Come costruire una democrazia se la paura regna incontrastata sulle nostre deliberazioni? O forse il problema sta nel voto per alzata di mano, quindi facilmente controllabile dai piccoli boss del partito?
La forza politica di Rama: sancita da un congresso con maggioranze degne dei piu’ celebrati partiti comunisti prima del crollo del muro, e’ in realta’ basata su un intreccio di menzogne e di minacce, o almeno di paure, volutamente costruite dallo stesso Rama sul ricordo, o meglio sul riflesso condizionato, di tempi che tutti speravano dimenticati. Quindi e’ un castello che potrebbe franare in un istante.
L’alternativa del popolo socialista e’ Ilir Meta: solo pochi mesi orsono (subito dopo le elezioni amministrative) Meta era considerato da tutti i socialisti albanesi come l’esempio di un modello politico corrotto e da condannare decisamente, ma, grazie al degrado politico e amministrativo creato dal governo Rama, Meta e’ tornato prepotentemente alla ribalta come l’opzione piu’ ragionevole per il governo del paese, e proprio per quegli elettori socialisti che lo volevano in galera.
Quante cose si possono imparare in un bar di Tirana!
