I vincitori e i perdenti dell’elezione di Arta Marku

exit.al 21 Dhjetor 2017, 21:24

Tra fumogeni e scarpe che sono volate, tra schede rubate e voti falsi, la stagione parlamentare del 2017 si è conclusa, la prima con la maggioranza assoluta dei socialisti, guidati da Gramoz Ruçi. Il risultato è stato l'elezione di un Procuratore Generale Temporaneo.

I partiti stanno facendo il bilancio e di sicuro ognuno di loro sostiene che l'altro ha subito una terribile sconfitta ed entrambi hanno ragione.

La maggioranza socialista ha perso un'ottima occasione per dimostrare che rispetta le regole, mostrando una sete di potere che non si è mai vista prima nella storia della transizione.

La “fiducia” bipartisan nella riforma del sistema giudiziario è stata macellata, mentre la credibilità dell’Ambasciatore degli Stati Uniti, il campione incontestabile della logica giuridica e costituzionale, ora è stata irrimediabilmente compromessa.

Una riforma della giustizia a tutti i costi, anche al costo della violazione della Costituzione, la violazione di qualsiasi neutralità, con il solo scopo di mostrare la forza, in considerazione del fatto che il Procuratore Generale Temporaneo non ha competenze di sorta (almeno così dicono), non dovrebbe essere nulla di cui essere orgogliosi, e non è certamente un buon risultato per la società albanese.

Allo stesso tempo, l'opposizione non è riuscita a bloccare il Parlamento, ma soprattutto non è riuscita a trasmettere un messaggio chiaro al popolo, che come sembra dovrà aspettare per vedere un’opposizione credibile.

Inoltre, i dirigenti del PD mostrano la loro incapacità di trovare una posizione comune con quelli che esprimono la loro infelicità rispetto alla situazione attuale, ma che finora non hanno accettato di scendere in piazza con il PD.

Tra le tante riflessioni di Basha e Kryemadhi, forse manca la più importante: come si diventa credibili, tenendo conto del passato.

Quelli che hanno perso sono gli albanesi, che continueranno a pagare il prezzo di una dittatura del capitalismo di stato, che non offre alcuna garanzia di sorta.