I sequestri compiuti a Saranda ai danni dei fratelli Balili, con l’accusa che le proprietà sono state create con i soldi delle attività criminali di Kelmend Balili, hanno portato alla reazione degli altri due fratelli che negano questo fatto.
Nel mese di novembre 2017, il Tribunale dei Crimini Gravi ha sequestrato ai fratelli Balili terreni, appartamenti e l’hotel “Santa Quaranta” a Saranda.
Il giornalista Elton Qyno, in un articolo su Reporter.al, ha spiegato i collegamenti dei membri della famiglia Balili.
"Il 3 aprile 2016, Alma Balili, moglie di Kelmend Balili, ha registrato presso il QKR il marchio “Santa Quaranta”, con capitale sociale di 100 Lek e oggetto sociale l’attività di hotel, caffè, bar e ristorante.
Un mese più tardi, nel maggio 2016, una massiccia operazione antidroga della Polizia greca in collaborazione con la DEA, ha portato al mandato di cattura per Kelmend Balili, 44 anni.
Un altro collegamento trovato è un prestito bancario di 500 mila euro, in cui Kelmendi risulta fideiussore.
La Procura conclude che dei 39 beni sequestrati, alcuni sono stati creati dopo l’ingresso nell’attività criminale”.
