Torture e violazione dei diritti umani nelle carceri albanesi

exit.al 6 Tetor 2017, 19:08

Ieri la Commissione di Helsinki albanese (KShH) ha denunciato pubblicamente un caso in cui un detenuto della sezione di massima sicurezza del carcere di Peqin era stato torturato e aveva subito maltrattamenti fisici dalle guardie carcerarie.

Il 30 settembre, durante un controllo finalizzato alla ricerca di oggetti proibiti, le guardie carcerarie erano entrate nella cella n. 12, chiedendo al detenuto V. G. se aveva con sé oggetti proibiti. Dopo aver risposto negativamente, V. G. ha affermato di essere stato picchiato dalle guardie con manganelli di gomma.

Il KShH ha dichiarato:

“Dopo l'esame fisico del detenuto, l'esperto medico-legale ha trovato quattro ecchimosi sulla schiena e una sulla gamba destra sopra il ginocchio e ha trovato un ematoma sulla pancia. Le ferite di cui sopra erano evidenti e recenti”.

Ma questo è ben lungi dall'essere l'unico caso.

Il 3 ottobre, il KShH ha pubblicato un rapporto scioccante riguardo l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e gli altri trattamenti crudeli e inumani, di cui l'Albania è uno dei firmatari.

Il rapporto nota diverse discrepanze tra il Codice Penale albanese e la giurisprudenza internazionale riguardo cosa si intende per tortura. Il Codice Penale albanese riconosce come tortura solo la violenza esercitata da un funzionario e non quella esercitata da cittadini regolari. Inoltre, l'articolo del Codice Penale sulla tortura comprende anche il trattamento disumano e degradante, che però non viene mai applicato dalla magistratura. Il KShH conclude che “le leggi interne non sono compatibili e non offrono una protezione adeguata che rispetta i più elevati standard” stabiliti dalla Costituzione e dalla Convenzione Internazionale sui Diritti Umani.

Le indagini spesso non vengono compiute o vengono compiute in maniera affrettata, le prove non vengono raccolte e i medici non vengono chiamati a ispezionare le ferite. “In generale,” il KShH conclude, “nessun tentativo ragionevole è stato fatto per verificare e indagare con obiettività le rivendicazioni di chi viene torturato”.

Fatta eccezione per la frequenza delle torture che avvengono nelle carceri albanesi, il rapporto elenca anche altre problematiche come la sovrappopolazione, la mancanza di rispetto della dignità umana, della privacy, dell’igiene, la mancanza di carta igienica, la mancanza di acqua, etc. In breve, la relazione della Commissione di Helsinki mostra le condizioni degradanti in cui i detenuti albanesi trascorrono la loro condanna, mentre il sistema della giustizia non è in grado di garantire loro neanche uno dei più elementari diritti umani, la protezione da maltrattamenti e torture da parte delle guardie.