Il settore delle costruzioni sta andando molto bene in Albania. Questo è in sostanza quello che indicano gli ultimi dati diffusi dall’INSTAT. Il numero di permessi concessi nel corso del primo semestre del 2017 mostra un aumento dell’82% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Questa forte crescita la si può osservare nelle città di Tirana, Valona, Dibra, Elbasan, Gjirokastra, Korça e Fier, mentre la tendenza è opposta a Berat, Lezha e Kukës. Tali autorizzazioni si riferiscono per il 75% ad edifici residenziali.
Il ritmo è particolarmente elevato nella capitale, visto che il numero di permessi assegnati da inizio anno è aumentato del 183% rispetto al 2016. Questi nuovi progetti di costruzione fanno parte del nuovo piano urbanistico per l'espansione della città, il progetto di Tirana 2030. Molte di queste nuove costruzioni beneficeranno di finanziamenti e di una fiscalità di vantaggio da parte del Comune, che ha diretto gran parte del suo bilancio verso il settore.
Durante la campagna elettorale del 2015, il Sindaco Erion Veliaj ha voluto differenziarsi dai suoi predecessori, promettendo di porre fine alla concessione di permessi di costruzione in modo clientelare. Secondo la rivista Monitor, le tasse sul settore dell’edilizia rappresentano oltre il 50% del bilancio totale della città per il primo trimestre del 2017, con un incremento del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2015.
Questo numero record di nuovi cantieri non riceve il supporto unanime degli abitanti. Al di là delle accuse riguardanti la corruzione e la mancanza di trasparenza che circonda molti di questi progetti, molti cittadini della capitale sono preoccupati per la scomparsa dei pochi spazi verdi che consentono a Tirana di respirare. Quest’estate si sono svolte manifestazioni contro la privatizzazione di un parco su Rruga e Kavajes. Oggi è minacciato il grande parco di Tirana.
Pubblicato da Courrier des Balkans. Tradotto e pubblicato da Exit.
